ROVIGO • Si è svolto sabato 7 marzo a Palazzo Angeli l'incontro promosso dall'associazione Gutta Cavat Lapidem di Rovigo dal titolo “Ai potenti la guerra, e noi? Sentiamoci chiamati dal dolore altrui… ”, ispirato da una frase di di Papa Leone XIV.
Al convegno sono intervenuti come relatori Manuela Fasolato, Procuratore della Repubblica, Carlo Citterio, Giurista e Giorgia Pinelli docente dell'Università di Bologna, hanno inoltre partecipato vari studenti del liceo classico Celio e Roccati ed una classe dell'istituto tecnico Ferruccio Viola di Rovigo, accompagnati dai loro docenti.
L'associazione Gutta Cavat Lapidem ha proprio tra i suoi obiettivi l’organizzazione di conferenza rivolte in particolare agli studenti per sensibilizzarli su varie tematiche di attualità per aiutarli a riflettere e renderli consapevoli su aspetti socioculturali, etici e filosofici della nostra società.
Il tema trattato sabato scorso, anche se pensato da tempo, è diventato ancora più centrale visto che le guerre proprio in questi giorni sono in aumento per numero ed intensità, con risvolti che toccano direttamente anche la nostra vita quotidiana.
«Quando il presidente Busson mi ha proposto questo tema - ha esordito Fasolato - mi sembrato subito difficile affrontarlo - mi ha colpito profondamente il titolo del Papa, sentiamoci chiamati per nome dal dolore altrui, questo tocca la nostra coscienza, perché ci dice che qualcosa dobbiamo fare, ma come?».
Fasolato si è soffermata sulla Dichiarazione Universale dei diritti Umani, un documento complesso che quando fu approvato ci furono 48 voti a favore ed 8 astensioni, tra queste quelle dell’Arabia Saudita, che non voleva approvarla perché vi erano articoli che riconoscono libertà di pensiero e di religione e anche libertà di scelta di matrimonio che cozzavano con la propria organizzazione sociale. Ci fu l'astensione anche della Repubblica del Sudafrica perché aveva l’apartheid e vi è stata anche l’astensione del blocco Sovietico (Russia, Ucraina, Polonia ex Jugoslavia) perché questi stati ritenevano che avesse una impronta troppo occidentale in quanto riconosceva troppi diritti individuali.
Erano preoccupati ad esempio dell’articolo 13 che riconosceva il diritto di lasciare il proprio paese per migrare in un altro.
«Serve un bagaglio di norme giuridiche che possano permettere all’uomo di rispondere ai soprusi in modo lecito, evitando la barbarie». ha detto la Fasolato.
Carlo Citterio si è soffermato invece sulla Costituzione Italiana in particolare sull’articolo 11 quello che nel secondo comma afferma che la nostra nazione promuove la pace e la giustizia tra le nazioni, consentendo limitazioni di sovranità necessarie per un ordinamento internazionale che assicuri la pace, favorendo organizzazioni come l'ONU e l’UE.
Gli studenti hanno partecipato attivamente proponendo varie domande ai relatori. Gli interventi sono stati coordinati del Antonio Meo, in sostituzione del Presidente dell’Associazione Gutta Cavat Lapidem, Luca Busson, assente per indisposizione.
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