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Concluse le Jazz Nights at Casalini Garden

ROVIGO • Tre serate di grande jazz, una straordinaria partecipazione di pubblico e il talento di artisti affermati e giovani musicisti. La dodicesima edizione del festival dedicato a Marco Tamburini ha confermato ancora una volta il ruolo di Rovigo come punto di riferimento per la musica jazz di qualità.

Il Giardino di Palazzo Casalini si è trasformato anche quest'anno in un elegante salotto musicale a cielo aperto, capace di accogliere centinaia di appassionati e di regalare alla città tre serate di grande intensità artistica.

La dodicesima edizione di Jazz Nights at Casalini Garden, organizzata dal Dipartimento Jazz del Conservatorio di Musica "Francesco Venezze" di Rovigo, con la direzione artistica del maestro Stefano Onorati e il coordinamento del festival affidato al professor Claudio Donà, ha confermato tutte le qualità che negli anni hanno reso questa manifestazione uno degli appuntamenti culturali più attesi dell'estate rodigina: qualità musicale, attenzione ai giovani talenti, capacità di coniugare formazione e spettacolo e un forte legame con il territorio.

Un progetto che continua a svilupparsi nel solco dell'eredità artistica e umana di Marco Tamburini, il grande trombettista e docente cui il festival è dedicato, mantenendo al centro della propria proposta i giovani musicisti del Conservatorio e il dialogo con alcuni dei più autorevoli protagonisti della scena jazzistica nazionale e internazionale.

 

Fin dalla serata inaugurale il pubblico ha risposto con entusiasmo, premiando una proposta artistica di altissimo livello. Il concerto del Franco D'Andrea Trio ha offerto una vera lezione di jazz contemporaneo. Il pianista trentino, figura di riferimento della scena europea, ha saputo alternare momenti di grande energia a passaggi di raffinata sensibilità espressiva, dialogando con Roberto Gatto e Gabriele Evangelista in una performance di straordinaria coesione musicale. Applausi convinti anche per il Vincenzo Di Gioia Quartet, protagonista dell'apertura della serata e testimonianza concreta della vitalità delle nuove generazioni del jazz italiano.

Particolarmente coinvolgente la seconda serata, realizzata in collaborazione con il Festival  Deltablues e dedicata al centenario della nascita di Miles Davis. Il progetto MilesMood ha trovato nella tromba di Fabrizio Bosso un interprete ideale. Il musicista torinese ha saputo rendere omaggio al grande maestro americano senza mai cadere nell'imitazione, offrendo una lettura personale, intensa e tecnicamente impeccabile. Accompagnato dalla New Project Orchestra, Bosso ha trascinato il pubblico in un viaggio musicale capace di alternare energia, lirismo e improvvisazione, ricevendo lunghi e meritati applausi.

 

«La serata conclusiva ha rappresentato il perfetto compimento della filosofia che da sempre anima il festival», ha commentato il vicepresidente di Bvr Banca Veneto Centrale Lorenzo Liviero. Sul palco, accanto ai giovani musicisti del RAW Quintet e agli studenti del Conservatorio impegnati nel progetto Musica Humana Ensemble, è salita Patrizia Conte, una delle voci più eleganti e riconoscibili del jazz italiano. La recente vittoria a The Voice Senior ha contribuito a far conoscere al grande pubblico una cantante che da anni rappresenta un punto di riferimento nel panorama jazz nazionale. La sua interpretazione, intensa e coinvolgente, ha conquistato gli spettatori e regalato al festival una chiusura di grande emozione.

Ancora una volta il Dipartimento Jazz del Conservatorio "F. Venezze" ha saputo proporre una rassegna di alto profilo artistico, guidata dalla direzione artistica di Stefano Onorati e sostenuta dal prezioso lavoro organizzativo e di coordinamento svolto da Claudio Donà. Un modello capace di coniugare formazione, produzione artistica e partecipazione del pubblico, valorizzando il talento delle nuove generazioni accanto a protagonisti di primo piano della scena jazzistica nazionale.

Anche grazie al sostegno di Bvr Banca Veneto Centrale, la rassegna si conferma un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni culturali, mondo della formazione e comunità locale. Un appuntamento che, anno dopo anno, continua a crescere, contribuendo ad arricchire l'offerta culturale del territorio e a valorizzare il talento dei giovani musicisti.

Tre serate diverse tra loro, ma unite da un filo comune: la capacità della musica di creare relazioni, emozioni e bellezza condivisa. Ed è forse proprio questo il segreto del successo di Jazz Nights at Casalini Garden, un festival che continua a guardare al futuro senza dimenticare l'insegnamento e la visione di Marco Tamburini.


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