ROVIGO • Il tema del bere responsabilmente si inserisce oggi in un contesto di trasformazione più ampio degli stili di vita e delle abitudini sociali.
Come evidenziato anche da autorevoli analisi e approfondimenti di Gambero Rosso e dell’Associazione Italiana Sommelier (AIS), il consumo di bevande alcoliche, e in particolare del vino, viene sempre più interpretato come espressione culturale e momento di convivialità consapevole, piuttosto come sola pratica abituale o automatica.
Un ruolo significativo in questo cambiamento è rappresentato dall’evoluzione del concetto di happy hour, che soprattutto tra le nuove generazioni (il futuro) ha assunto forme e significati diversi rispetto al passato. Per la Generazione Z, rispetto ai Millenials, l’aperitivo non è più necessariamente legato al consumo di alcol in senso tradizionale, ma si configura come un momento sociale flessibile, spesso anticipato o ridotto nei tempi, in cui la componente relazionale e l’esperienza complessiva prevalgono sulla quantità consumata, anche se in percentuale attorno al 7,8% non è sempre così.
Gli usi e i consumi della Generazione Z riflettono in parte una maggiore attenzione all’equilibrio tra vita sociale e benessere personale. Si osserva una crescente diffusione di scelte alternative durante l’happy hour, come bevande a basso o nullo contenuto alcolico, abbinamenti gastronomici curati e una maggiore consapevolezza delle conseguenze legate agli eccessi. Questo approccio rispecchia una sensibilità nuova, orientata alla qualità dell’esperienza e alla responsabilità individuale.
Come sottolineato anche nei contributi di Gambero Rosso, il mutamento dell’happy hour rappresenta un indicatore significativo di un cambio culturale più ampio, in cui il bere responsabile diventa parte integrante di uno stile di vita contemporaneo. L’Associazione Italiana Sommelier, attraverso la formazione e la divulgazione, contribuisce a rafforzare questa evoluzione, promuovendo la conoscenza del prodotto e un consumo informato e misurato.
Promuovere il bere responsabilmente significa quindi riconoscere e valorizzare questi nuovi modelli di socialità, in particolare tra i più giovani, accompagnando la trasformazione dell’happy hour in un momento di condivisione consapevole, coerente con i valori di sicurezza, salute e rispetto che caratterizzano la cultura del bere contemporanea.
Attenzione alle mode e cattive abitudini come Binge drinking, una consuetudine alle ubriacature che si svela come un fenomeno tipicamente giovanile, con il picco massimo raggiunto a 20-24 anni, dove oscilla intorno al 15% in tutte le generazioni di nati tra 1984 e 2004, per poi abbassarsi nelle età successive. Il concetto di moderazione e degustazione di un prodotto, parrebbe venire meno.
Come si risolve?
Il consumo di alcol o vino dovrebbe essere inserito all'interno del concetto e dell'identità di ogni locale, andando oltre la semplice offerta di una selezione di alcolici, per quanto ricercata e di qualità. I locali dovrebbero offrire prima di tutto un'esperienza che vada oltre il consumo di un drink, coinvolgendo il cliente in un'atmosfera unica, esclusiva e non replicabile altrove.
La figura del gestore dovrebbe saper proporre un'esperienza di valore con sensibilità e autenticità, in modo che possa essere colta dal maggior numero possibile di persone, è la sola via per trasformare il bere in un momento di condivisione e scoperta, invece di ridurlo a un gesto puramente abitudinario e a volte dannoso.
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