ADRIA • Giovedì 30 aprile (ore 21.00) al Teatro Comunale di Adria (RO) arriva l’atteso spettacolo di Giovanni Scifoni “Fra’ – San Francesco, la superstar del medioevo”.
Un monologo inteso e originale, orchestrato con laudi medievali e strumenti antichi, che si interroga sull’enorme potere persuasivo che genera su noi contemporanei la figura pop e universale di Francesco, di cui, nel 2026, ricorreranno gli 800 anni dalla morte.
Uno spettacolo unico nel suo genere, pieno di invenzioni narrative, musicali e sceniche che terrà incollati gli spettatori alle poltrone del teatro, anche loro chiamati assieme a Scifoni ad affrontare il vero, ultimo, grande tabù della nostra contemporaneità: non siamo immortali.
Lo spettacolo, originariamente in programma lo scorso 25 ottobre, era stato rinviato a causa della temporanea inagibilità del teatro.
Informazioni Biglietti:
platea € 32,00 + d.p.; palchi € 29,00 + d.p.;1 Galleria € 25,00 + d.p.; 2 Galleria € 23,00 + d.p.
Prevendite sui circuiti TicketOne e Vivaticket (info su www.dalvivoeventi.it)
I biglietti acquistati in prevendita per il 25 ottobre rimangono validi per la nuova data di aprile.
Inoltre, acquistando i biglietti online sul circuito TicketOne, è possibile ottenere un prezzo ridotto inserendo il codice CIABATTA2025 nel campo "Promozione".
GIOVANNI SCIFONI
FRA’ – San Francesco, la star del Medioevo
di e con Giovanni Scifoni
regia Francesco Brandi
musiche originali Luciano Di Giandomenico
strumenti antichi Luciano Di Giandomenico, Maurizio Picchiò e Stefano Carloncelli
Il monologo, con le laudi medievali e gli strumenti antichi di Luciano di Giandomenico, Maurizio Picchiò e Stefano Carloncelli, si interroga sull’enorme potere persuasivo che genera su noi contemporanei la figura pop di Francesco, e percorre la vita del poverello di Assisi e il suo sforzo ossessivo di raccontare il mistero di Dio in ogni forma, fino al logoramento fisico che lo porterà alla morte. Dalla predica ai porci fino alla composizione del cantico delle creature, il primo componimento lirico in volgare italiano della storia, Francesco canta la bellezza di frate sole dal buio della sua cella, cieco e devastato dalla malattia. Nessuno nella storia ha raccontato Dio con tanta geniale creatività.
"Francesco sapeva incantare il pubblico - spiega Giovanni Scifoni -, folle sterminate, sapeva far ridere, piangere, sapeva cantare, ballare. Il vero problema con cui mi sono dovuto scontrare preparando questo spettacolo è che Francesco era un attore molto più bravo di me”.
Ma perché tutti conoscono San Francesco? Perché sono stati scritti decine di migliaia di testi su di lui? Perché è così irresistibile? E perché proprio lui? Non era l’unico a praticare il pauperismo. In quell’epoca era pieno di santi e movimenti eretici che avevano fatto la stessa scelta estrema. “E allora – si chiede Scifoni -, che aveva di speciale questo coatto di periferia piccolo borghese mezzo frikkettone che lascia tutto per diventare straccione? Aveva di speciale che era un artista. Forse il più grande della storia. Le sue prediche erano capolavori folli e visionari. Erano performance di teatro contemporaneo. Giocava con gli elementi della natura, improvvisava in francese, citando a memoria brani dalle chanson de geste, stravolgendone il senso, utilizzava il corpo, il nudo, perfino la propria malattia, il dolore fisico e il mutismo”.
“Lavorare con Giovanni è entusiasmante perché è un attore vulcanico che sa fare tutto bene, recitare, ballare, cantare, suonare e persino disegnare – dice il regista dello spettacolo Francesco Ferdinando Brandi – Speriamo di essere riusciti a raccontare un Francesco bellissimo, meno ieratico e iconico delle grandiose rappresentazioni cinematografiche, ma più umano, fragile, perfino confuso e incapace di portare avanti l’immane compito che si è dato. Sublime e grezzo, immenso e miserrimo, della stessa pasta dei grandi personaggi letterari e teatrali e come loro capace di aprirci grandi interrogativi sulle nostre vite in ogni tempo”.
L’iniziativa si inserisce nel contesto delle attività promosse dall’Accademia del Pane “Arnaldo Cavallari” di Adria, impegnata nella valorizzazione della Ciabatta Polesana, il pane ideato nel 1982 dall’imprenditore adriese Arnaldo Cavallari e oggi diffuso a livello internazionale. Tra gli appuntamenti promossi dall’Accademia rientra la manifestazione “Buon Compleanno Ciabatta”, che affianca alla valorizzazione gastronomica iniziative culturali e solidali, tra cui una raccolta fondi a favore della Comunità Corte Guazzo.
Per il biennio 2025-2026 alcune iniziative sono dedicate ai valori sociali e umanitari ispirati alla figura di Francesco d’Assisi, patrono d’Italia. Il 2026 segnerà infatti l’ottavo centenario della sua morte (1226-2026), ricorrenza per la quale il Governo italiano ha istituito un Comitato nazionale per promuovere attività culturali, spirituali e artistiche legate alla sua eredità di pace e fraternità.
In questo contesto si innesta anche l’appuntamento del 30 aprile al Teatro Comunale di Adria, realizzato in collaborazione con DalVivo Eventi e con il coinvolgimento della Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo di Adria, che insieme alla Biblioteca Capitolare – sezione distaccata dell’Archivio Diocesano – e all’Ordine Francescano promuove momenti formativi e invita i fedeli della Zona Pastorale di Adria e Papozze a partecipare allo spettacolo con modalità di accesso agevolate.
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