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Baseball, l’Italia che ha stupito il mondo: al Panathlon Rovigo il racconto dell’impresa azzurra

ROVIGO • Una serata dedicata allo sport, ma soprattutto a un’impresa capace di portare il baseball italiano sotto i riflettori internazionali. 

Giovedì 14 maggio scorso, all’Hotel Cristallo di Rovigo, il Panathlon Club Rovigo presieduto da Lello Salvan ha organizzato una conviviale che ha ripercorso il cammino dell’Italia al World Baseball Classic, torneo che ha visto gli azzurri protagonisti fino alla semifinale dopo la clamorosa vittoria contro gli Stati Uniti.


Al tavolo dei relatori, insieme al presidente del Panathlon Lello Salvan, erano presenti il vicepresidente Michele Ghiarardini, il delegato provinciale Coni e ds del Baseball Softball Rovigo Lucio Taschin, il lanciatore della Nazionale Italiana e del Rovigo Matteo Marelli, il vicesindaco e assessore allo Sport Andrea Bimbatti, Gilberto Cerali – storico manager azzurro – la past president Pia Poliero e il presidente del Baseball Softball Rovigo Alessandro Boniolo. Collegato in videoconferenza anche il presidente della Federazione Italiana Baseball Softball Marco Mazzieri.

 

Ben 5 nuovi soci al Panathlon club Rovigo. La Leggenda della Rugby Rovigo Edoardo Lubian (tre scudetti ed una Coppa Italia), attuale vice presidente della Provincia e consigliere comunale e farmacista; Claudio Berti con passato da runner e nelle arti marziali; l’imprenditore Renzo Calzavarini, già sindaco di Frassinelle, in gioventù ha praticato diverse discipline sportive; Christian Pieracci è stato uno dei primi istruttori di body building nel 1987, un passato da arbitro di basket, tennis e ciclismo sulle lunghe distanze, karatè, pattinaggio in linea e scherma; L’imprenditore Michele Salvan è cresciuto nel Rugby Frassinelle, nel 1996 è passato alla Rugby Rovigo, poi Modena, Badia e Ferrara. E’ da sempre vicino con un sostegno concreto allo sport di Frassinelle.

 Nel corso della serata il presidente del Panathlon club Rovigo Lello Salvan ha introdotto la “zona soci”, uno spazio dedicato agli affiliati che, direttamente o indirettamente, hanno avuto la possibilità di vivere un momento di soddisfazione e riconoscimento nell’ambito del proprio impegno sportivo. 

Spazio alla scherma con Maddalena Zanetti che ha presentato Edoardo Grandi, giovane talento del Centro Scherma Rovigo (spada), e quest’anno la storica socia del Panathlon ha avuto la possibilità di premiarlo in una gara regionale.

 

Poi spazio al basket e al vero senso del fair play. La figlia di Elisa Madrigrano gioca a basket nel campionato U15 femminile Gold con la Rhodigium, Marta contro Venezia si è infortunata ad un ginocchio con la rottura del legamento crociato. Costretta alla tribuna quando la stagione entra nel vivo, le sue fantastiche compagne di squadra si presentano alla partita con una maglietta speciale “Forza Chiara”, e lo fanno anche le avversarie del Basket Arcobaleno Schio. Un gesto che le ha proiettate entrambe a Caorle per ritirare il premio "Fair Play", premio messo in palio dal progetto " Carta etica dello sport Veneto" edizione 2025-26 promosso dal Comitato Regionale  Unpli Veneto.

Applausi anche per la socia Rita Simeoni, alla 22ª edizione della ColleMar-athon, andata in scena il 3 maggio 2026 tra le colline marchigiane e il mare di Fano, si è laureata neocampionessa del primo Campionato Internazionale Panathlon di Maratona. 

 

“A Rovigo non c’è solo il rugby - ha detto il vicesindaco di Rovigo Andrea Bimbatti, salutando l’ingresso di Edo Lubian nel Panathlon club Rovigo - ma anche diverse eccellenze, tra cui il baseball, la fortuna del batti e corri è che ha una struttura meravigliosa come il pattinaggio, e l’obiettivo è continuare ad investire nelle strutture sportive della città, perchè siamo convinti che vada a beneficio degli atleti e dei dirigenti che si impegnano. La conferma è la serie di eventi e manifestazioni organizzate dal presidente Baseball Softball Rovigo Alessandro Boniolo, e Lucio Taschin, portano dei centinaia di ragazzi nel fine settimana a Rovigo, ed è motivo d’orgoglio per la città”.

 

Il vicesindaco ed assessore allo Sport del Comune di Rovigo ha anche annunciato un evento, lunedì 25 maggio alle 17 e 30 in Gran Guardia, si parlerà di Olimpiadi con il campione paralimpico Andrea Borgato, Pia Poliero, past president del Panathlon club Rovigo sarà la moderatrice dell’incontro.

 

Ad aprire il viaggio nel mondo del baseball è stato Lucio Taschin, che ha sottolineato l’impatto mediatico dell’impresa azzurra: “La notizia grossa è che l’Italia ha battuto gli Stati Uniti. È come se nel rugby battessimo gli All Blacks in Nuova Zelanda”, ha detto, evidenziando come il World Baseball Classic abbia acceso un interesse mai visto prima attorno al baseball italiano.

Spazio poi al racconto personale di Matteo Marelli, oggi tra i volti emergenti del baseball nazionale. Il pitcher del Rovigo ha ripercorso la propria crescita sportiva e umana: “Tre anni fa sono arrivato a Rovigo grazie a Lucio Taschin e qui ho fatto un salto di qualità. Mi hanno aiutato tantissimo, dentro e fuori dal campo”, ha spiegato Marelli, ricordando anche l’esperienza vissuta negli Stati Uniti nel percorso di avvicinamento alla Nazionale.

Momento centrale della conviviale il collegamento con il presidente federale Marco Mazzieri, protagonista prima da manager azzurro e oggi da numero uno della federazione. Mazzieri ha spiegato il peso internazionale del World Baseball Classic: “È l’unico evento al mondo in cui i grandi campioni della Major League possono partecipare con le rispettive nazionali. Parliamo di un torneo seguito da centinaia di milioni di persone”.

Il presidente federale ha poi evidenziato quanto il percorso dell’Italia abbia contribuito a far crescere la popolarità del movimento: “Per la prima volta si parlava di baseball nei bar, nei programmi televisivi, perfino nelle istituzioni. Ora dobbiamo sfruttare questo momento e trasformarlo in crescita per tutto il movimento”.

Molto apprezzato anche l’intervento di Gilberto Cerali, storico tecnico azzurro, che ha raccontato il clima vissuto all’interno dello spogliatoio italiano durante il torneo: “Non avevo mai visto un gruppo così unito. Francisco Cervelli è stato bravissimo a creare entusiasmo e identità”, ha spiegato Cerali, sottolineando il ruolo decisivo dell’attuale manager della Nazionale.

Ampio spazio anche ai retroscena che hanno reso l’Italia una delle squadre simbolo del torneo. Dal celebre caffè nel dugout alle giacche Armani, fino ai gesti e all’italianità diventata virale sui social. Cerali ha raccontato come tutto sia nato quasi per caso: “La macchinetta del caffè venne inquadrata durante una partita e da lì scoppiò il fenomeno. È diventato un simbolo dell’Italia nel mondo”.

Un’immagine che ha conquistato anche gli Stati Uniti, dove il Team Italy è diventato un vero caso mediatico. “La maglia dell’Italia è stata tra le più vendute nello shop ufficiale della Major League”, ha ricordato Cerali, evidenziando il forte richiamo dell’identità italiana oltreoceano.


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