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Alice nel Paese delle Meraviglie: PRIMA ITALIANA dell’opera di Pierangelo Valtinoni

ROVIGO •  Il Teatro Sociale di Rovigo presenta la prima italiana di Alice nel Paese delle Meraviglie, opera lirica in due atti con musiche di Pierangelo Valtinoni e libretto di Paolo Madron (after Lewis Carroll). Replica domenica 1 marzo alle 16.00. Le due recite educational, già sold out, raccontano quanto questo titolo sappia parlare ai più giovani senza addomesticare il linguaggio dell’opera, ma anzi rilanciandolo e rendendolo vivo.

 

Rovigo, casa della prima italiana

È il Teatro Sociale di Rovigo a volere Alice nel Paese delle Meraviglie e a portarne in Italia il debutto: una scelta di programmazione che conferma un indirizzo preciso, attento al teatro musicale di oggi e capace di parlare a pubblici diversi. La prima italiana diventa così un appuntamento che vale per il suo carattere irripetibile e per la dimensione collettiva dell’esperienza in sala.

Alice parla a pubblici diversi perché tiene insieme due forze: la familiarità di un immaginario e di un titolo che tutti hanno incontrato almeno una volta nella vita e la sorpresa del teatro musicale dal vivo. Un titolo ideale non solo per famiglie e ragazzi, ma anche per chi cerca un’esperienza d’opera contemporanea.

Edoardo Bottacin (direttore artistico Teatro Sociale di Rovigo) – «La prima italiana di Alice nel Paese delle Meraviglie è parte di un progetto preciso: rafforzare il ruolo del Teatro Sociale di Rovigo a livello nazionale, non solo come teatro di programmazione, ma come struttura produttiva capace di generare contenuti e allestimenti di rilievo. Un impegno che passa anche dalla valorizzazione di nuovi linguaggi e dalla cura di proposte originali».

Erika De Luca (assessore alla Cultura) – “Siamo orgogliosi di proporre la prima italiana di Alice nel Paese delle Meraviglie, un’opera capace di parlare ai giovani con un linguaggio immediato e immaginario, ma allo stesso tempo profondamente contemporanea e trasversale, in grado di coinvolgere pubblici diversi per età e sensibilità. Questo titolo dimostra come i grandi racconti possano essere continuamente riletti e rinnovati, offrendo chiavi di lettura attuali sui temi dell’identità, del cambiamento e dello sguardo sul mondo. Portare a Rovigo una produzione di questo livello significa investire in una cultura viva, inclusiva e dialogante. Ancora una volta il nostro Teatro si distingue come luogo di progettazione culturale, in grado di produrre proposte originali, e di grande interesse artistico, confermando il suo ruolo attivo nella crescita culturale della comunità e del territorio”.

 

Lo sguardo di Alice: la meraviglia come chiave del presente

La regia di Tommaso Franchin nasce da una domanda semplice e attualissima: e se provassimo a guardare il mondo con gli occhi dei bambini? Non per negare la complessità del presente, ma per non esserne schiacciati. In questa lettura, Alice non è la solita bimba col vestito azzurro e il grembiule bianco: è una figura più inquieta e contemporanea, capace di attraversare la paura senza restarne prigioniera.

Nell’idea di Franchin il viaggio non comincia in un prato: comincia in una stazione ferroviaria, luogo di attese e attraversamenti, di umanità diversa che si incrocia senza conoscersi. Ed è proprio lì che il quotidiano, sotto lo sguardo di Alice, si incrina e diventa meraviglia: i personaggi del Paese delle Meraviglie si rivelano come alter-ego delle presenze che popolano le stazioni, soprattutto quelle notturne, quando l’immaginazione e l’inquietudine si avvicinano al punto di somigliarsi.

Tommaso Franchin (regista) – dichiarazione: « L’Alice che propongo è uno specchio della nostra epoca incerta. La sua caduta nella tana è una discesa nel disordine del mondo, un universo dove le regole si frantumano. Vorrei che lo spettatore, adulto o bambino, si senta complice di Alice, e imparasse o si ricordasse che si può trovare meraviglia ovunque e, dove non c'è, si può creare, semplicemente cambiando il punto di vista da cui guardare il mondo. Cercheremo di restituire un’Alice che non sia solo sogno fantastico, ma un’opera che ci invita a crescere senza perdere la meraviglia, e a riconoscerci nelle domande di una bambina che, nel fondo della tana del bianconiglio, scopre sé stessa.».

 

La partitura di Pierangelo Valtinoni

Pierangelo Valtinoni descrive Alice nel Paese delle Meraviglie come un’opera costruita con l’impianto della tradizione italiana – recitativi, arie, duetti, concertati e pagine strumentali – a cui si uniscono parti recitate e un linguaggio che attraversa il Novecento per approdare al presente. La sfida è dare una logica musicale a un racconto in cui la logica sembra continuamente rovesciarsi. Da qui l’uso di tecniche come la variazione e l’inserimento di un Intermezzo a sipario chiuso tra primo e secondo atto, omaggio alla tradizione teatrale italiana tra Otto e primo Novecento.

Pierangelo Valtinoni (musiche) – dichiarazione: «In Alice nel Paese delle Meraviglie è Alice stessa a essersi perduta in un mondo rovesciato, dove logica e tempo si capovolgono: un percorso di crescita che la trasforma. La difficoltà maggiore, per me, è stata dare una logica musicale a un racconto che sembra non seguire alcun ordine. L’opera mantiene l’impianto della tradizione italiana – recitativi, arie, duetti, concertati – ma con un linguaggio che parte dal sistema tonale e lo utilizza in modo diverso da quello tradizionale, dialogando con alcune esperienze musicali colte e popolari del Novecento».».

 

Alice nel Paese delle Meraviglie

PRIMA ITALIANA dell’opera di Pierangelo Valtinoni

Venerdì 27 febbraio 2026 ore 20.30 (Turno A)

Domenica 1 marzo 2026 ore 16.00 (Turno B)

Educational sold out: 25 febbraio ore 11.00 e 27 febbraio ore 11.00


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