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ASM Rovigo Spa, piano industriale 2026-2028: farmacie, verde, parcheggi e servizi pubblici al centro del rilancio

ROVIGO • ASM mette nero su bianco un percorso triennale per restare pubblica, più efficiente e più utile ai cittadini ed al Comune di Rovigo.

Il presidente David Dante Nicoli insieme alla vicepresidente Lucia Merlin ed al consigliere Alberto Gennaro presenta al Consiglio comunale il documento triennale della società interamente partecipata dal Comune di Rovigo: obiettivi su efficienza, qualità dei servizi, digitalizzazione, sostenibilità economica e valorizzazione del patrimonio pubblico

Il piano industriale 2026-2028 va letto come un documento di transizione. ASM Rovigo Spa parte da una condizione particolare: è una società in house, detenuta al 100% dal Comune di Rovigo, che gestisce servizi pubblici locali come farmacie comunali, verde pubblico, parcheggi, servizi cimiteriali, affissioni e gestione calore. Il piano richiama anche il nuovo contesto normativo, che rende sempre più stringente il rapporto tra affidamento diretto, controllo del Comune, qualità dei servizi e sostenibilità economica.

Il valore politico e amministrativo del piano sta nel fatto che ASM non si limita a presentare numeri, ma prova a fissare obiettivi monitorabili: miglioramento della qualità dei servizi, espansione delle attività in gestione, sostenibilità economico-finanziaria, comunicazione aziendale, digitalizzazione e sviluppo organizzativo. È una risposta anche alla domanda di fondo: perché mantenere una società interamente pubblica? La risposta del piano è: perché può diventare uno strumento operativo del Comune, purché lavori su efficienza, controllo dei costi e servizi misurabili.

Il nodo economico: utile sì, ma gestione caratteristica ancora da rafforzare

Il bilancio 2025 offre una base positiva, ma anche una lettura prudente. Il valore della produzione arriva a 8,305 milioni di euro, i ricavi da prestazioni salgono a 8,143 milioni, il costo del personale scende a 2,935 milioni, mentre l’EBITDA resta negativo ma migliora: da -676.972 euro nel 2024 a -368.076 euro nel 2025. Il risultato ante imposte è positivo per 1,969 milioni, sostenuto in modo determinante dalla gestione finanziaria, pari a 2,694 milioni, legata ai dividendi delle partecipate e alla riduzione degli oneri finanziari.

Passaggio importante che è stato spiegato bene ai consiglieri comunali: ASM è in utile, ma il cuore operativo dell’azienda deve ancora diventare pienamente sostenibile. Il piano lo riconosce, perché punta proprio a migliorare la gestione caratteristica dei servizi, soprattutto quelli più delicati o strutturalmente difficili, come il verde pubblico. Non “va tutto bene” finché pagano le partecipate.

 

Farmacie comunali: il settore più forte diventa presidio sociale

Il capitolo farmacie è uno dei più interessanti. Le farmacie rappresentano il servizio più rilevante per i ricavi e il piano ne prevede l’evoluzione verso il modello di farmacia dei servizi. Gli obiettivi includono maggiore visibilità, manutenzioni strutturali, consegna dei farmaci a domicilio, telemedicina, telecardiologia, servizi amministrativi come CUP e scelta del medico, oltre alla possibile trasformazione della Farmacia 3 in presidio sanitario H24.

È un punto di valore forte perché collega sostenibilità economica e funzione sociale. Il servizio di consegna a domicilio, in particolare, viene pensato anche come “farmacia solidale” per persone fragili, con difficoltà di deambulazione o patologie che limitano l’accesso autonomo ai punti vendita. Il piano prevede un costo di attivazione di 8.750 euro il primo anno, una tariffa di consegna di 4 euro per l’utente ordinario e la copertura del costo da parte dell’azienda per le fasce deboli.

Per la parte economica il piano stima che le vendite nette delle farmacie passino da circa 4,3 milioni nel 2025 a circa 4,8 milioni nel 2028, con un incremento indicato intorno al 20% e un miglioramento del margine grazie alla nuova politica di acquisto centralizzato.

 

Verde pubblico: il problema storico diventa banco di prova

Il capitolo del verde pubblico è probabilmente uno dei più delicati dell’intero piano industriale di ASM Rovigo Spa. Non solo perché riguarda un servizio molto visibile ai cittadini, che ne misurano l’efficacia ogni giorno tra sfalci, potature, alberature, parchi e aree verdi, ma anche perché rappresenta da anni una delle gestioni più difficili dal punto di vista economico.

Lo ha sintetizzato con una battuta il presidente David Dante Nicoli: «Si chiama verde, ma il servizio è in rosso». Una formula efficace per spiegare quello che i numeri confermano: il verde pubblico resta un settore in perdita, «l’unico neo, un buco nero per l’azienda», come lo ha definito lo stesso Nicoli, ma il piano industriale segnala anche un primo cambio di passo. Le perdite, infatti, si sono ridotte rispetto al 2024, grazie a una maggiore efficienza organizzativa, a un aumento delle attività svolte e a una revisione del modello gestionale.

Il dato economico è chiaro: nel 2025 il servizio verde pubblico ha registrato ricavi per 847.315 euro, in crescita rispetto ai 691.942 euro del 2024. Anche l’EBITDA, pur restando negativo, migliora sensibilmente, passando da -609.245 euro a -309.333 euro. Non è ancora una soluzione, ma è un segnale: il servizio continua a pesare sui conti aziendali, però la direzione intrapresa punta a ridurre progressivamente il disavanzo.

Durante la presentazione del piano, la responsabile del servizio, Katty Penolazzi, ha illustrato le misure di efficientamento già avviate. Il cambiamento più significativo riguarda l’integrazione operativa tra il servizio verde pubblico e il personale delle affissioni. Una scelta organizzativa che consente di superare compartimenti troppo rigidi, valorizzare competenze interne e aumentare la capacità di intervento. Gli operatori dedicati passano così da 2 a 4 unità, attraverso un percorso di formazione che permette di impiegare il personale in modo più flessibile e funzionale alle esigenze della città.

È proprio questo il senso del nuovo modello: non solo tagliare costi, ma riorganizzare il servizio per renderlo più rapido, programmabile e controllabile. Il piano prevede una progressiva revisione dell’appalto, l’internalizzazione di alcune attività più standardizzate, una migliore programmazione degli interventi, il monitoraggio della qualità e una maggiore integrazione con le altre strutture aziendali. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dall’esterno dove possibile, mantenendo però la capacità di intervenire con mezzi e competenze adeguate.

Il presidente Nicoli è tornato anche su un tema centrale per Rovigo: la mancanza del censimento del patrimonio arboreo. Un’assenza che pesa non solo sul piano tecnico, ma anche sulla capacità della città di rappresentare correttamente la propria dotazione verde nelle classifiche e nelle valutazioni nazionali. Nicoli ha precisato che il censimento del patrimonio arboreo non va confuso con il masterplan del verde: il primo è uno strumento tecnico di conoscenza, catalogazione e valutazione dello stato di salute degli alberi; il secondo è uno strumento urbanistico e programmatorio, con una funzione diversa e più ampia.

Per ASM, il censimento rappresenta una base indispensabile per programmare meglio potature, abbattimenti, sostituzioni, nuove piantumazioni e interventi di sicurezza. Sapere quanti alberi ci sono, dove si trovano, in che condizioni sono e quali priorità richiedono significa passare da una gestione spesso emergenziale a una gestione più ordinata e preventiva.

Il verde pubblico diventa così il vero banco di prova del piano industriale. Perché è il settore in cui si concentrano insieme tre esigenze: migliorare il servizio percepito dai cittadini, contenere una perdita storica per l’azienda e costruire una gestione più moderna del patrimonio ambientale urbano.

 

Gestione calore: da manutentore a braccio tecnico del Comune

Altro punto di valore: la gestione calore. Il vecchio contratto, risalente al 1998, è scaduto il 31 dicembre 2025 ed è ora in gestione provvisoria fino al 31 dicembre 2026, in attesa del nuovo affidamento. Il piano ipotizza un cambio di modello: ASM non più solo “gestore calore”, ma braccio tecnico-strategico del Comune su riqualificazione energetica, controllo degli edifici, smart building, telecontrollo e partenariati pubblico-privati.

È un tema forte perché sposta ASM su un terreno moderno: non solo manutenzione delle caldaie, ma gestione dei dati, controllo degli impianti, supporto tecnico al Comune e possibile attivazione di contratti EPC con partner privati, mantenendo però il controllo pubblico.

 

Servizi cimiteriali: efficienza, nuovi loculi e cambiamento della domanda

Il piano dedica spazio anche ai servizi cimiteriali e all’illuminazione votiva. Gli obiettivi riguardano la revisione strategica del servizio, tenendo conto del mutamento delle scelte tra tumulazione e cremazione, l’efficientamento della gestione dei rifiuti e dei servizi accessori, la nuova attività di chiusura e sigillatura di loculi e cellette, il recupero crediti e il completamento dell’ampliamento dei cimiteri.

Il punto più concreto è il completamento di 150 nuovi loculi nei cimiteri di Borsea, Mardimago e Roverdicrè, con investimento stimato in circa 335 mila euro e recupero previsto in dieci anni. Il piano stima inoltre un miglioramento dell’EBITDA dei servizi cimiteriali da 49.519 euro nel 2026 a circa 116 mila euro nel 2028.

 

Parcheggi: multipiano, sicurezza e sosta digitale

Il capitolo parcheggi contiene un altro elemento importante: il rilancio del multipiano. Il piano prevede riqualificazione manutentiva, riorganizzazione degli accessi, sistema telematico per monitorare i flussi e segnalare i posti disponibili, nuova proposta tariffaria e integrazione con il sistema della sosta cittadina.

Sono previsti 70 mila euro a carico del Comune per interventi edilizi legati alle infiltrazioni, 15 mila euro per l’illuminazione a LED, 50 mila euro per due casse automatiche e circa 30 mila euro per sensoristica e pannelli. Il servizio mantiene una gestione caratteristica positiva, con EBITDA atteso ancora significativo e un miglioramento della gestione finanziaria grazie alla riduzione degli oneri per interessi.

 

Direzione aziendale: il piano passa dall’organizzazione

Il piano non si ferma ai singoli servizi. C’è anche una parte direzionale che riguarda acquisizione e integrazione della partecipazione di Polesine TLC, contenimento dei costi, strategia finanziaria, revisione della comunicazione, nuova Carta della qualità dei servizi, sistemi gestionali, piattaforma per il personale, formazione su sicurezza, etica e anticorruzione, ottimizzazione delle risorse umane e revisione del sistema incentivante.

Questo è il punto più “aziendale” ma anche il più politico: dopo le uscite per pensionamenti o dimissioni di figure apicali, ASM deve dimostrare di non vivere di sostituzioni automatiche, ma di una nuova organizzazione coerente con i servizi che effettivamente gestisce. La digitalizzazione interna vale circa 40 mila euro tra gestionale amministrativo-contabile e piattaforma per la gestione del personale.

 

Il quadro 2028: meno debito, più patrimonio, dividendi più prudenti

Il piano economico-finanziario prospettico è il cuore della valutazione. Prevede il ritorno dell’EBITDA in territorio positivo dal 2027, con 41.131 euro, e una riduzione del deficit operativo fino a -346.326 euro nel 2028. Il risultato ante imposte è previsto in crescita fino a 2,261 milioni di euro nel 2028.

Nello stato patrimoniale prospettico, il patrimonio netto sale da 15,741 milioni nel 2025 a 19,690 milioni nel 2028, mentre i debiti verso banche scendono da 3,858 milioni a 1,138 milioni. Anche la cassa finale è prevista in aumento fino a 1,928 milioni nel 2028. Un passaggio rilevante è la previsione di ridurre i dividendi da pagare nel 2028 a 700 mila euro, scelta che punta a rafforzare la tenuta finanziaria dell’azienda.

 

ASM presenta un piano che prova a trasformare l’azienda da “cassaforte pubblica sostenuta dalle partecipate” a società operativa più efficiente, capace di generare valore attraverso i servizi. Il valore dell’azienda non è solo nel dividendo al Comune, ma nella rete di attività che toccano la vita quotidiana: farmacie, verde, sosta, cimiteri, calore, affissioni, patrimonio arboreo, dati, manutenzioni e qualità urbana.

Unico punto critico: la gestione operativa resta il vero banco di prova. I dividendi delle partecipate continuano a pesare molto sull’equilibrio complessivo. Il piano diventa credibile se i miglioramenti previsti su farmacie, verde pubblico, calore, parcheggi e organizzazione interna verranno misurati con dati periodici.

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ASM Rovigo Spa Piano Industriale 2026-20
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