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Crisi Commercio: soluzioni e proposte da altre città

ROVIGO • Con il nuovo anno ritorna il punto interrogativo dopo all'avvio dei saldi (e in attesa dello Sbaracco) e soltanto dopo un 2025 funesto di chiusure commerciali. Ci si interroga, si fanno interviste, si chiedono pareri e si sentono risposte in merito a cosa si potrebbe fare anche quando sono sempre meno le risorse investite nel settore.

Poche o nessuna quelle concrete e immediate, anche da parte dei vertici di chi in territorio rappresenta il settore, pochi anche i pareri univoci degli imprenditori coinvolti che si concentrano forse nell'occasione e spunto per fare critica. In sostanza ancora una volta aria e pareri discordi.

 

Si è parlato ancora una volta di rilancio culturale grazie alle mostre di Palazzo Roverella ma i cui i benefici non ricadono però economicamente sulle attività, problema sempre noto a Rovigo e non solo, dove il mordi e fuggi turistico dei tour operator associata alla poca offerta culturale in zona e le poche occasioni di trovare brand e negozi aperti e le zero o quasi proposte economiche di collaborazione con le entità organizzatrici, fanno declinare l'attenzione e l'interesse del pubblico presente. Ecco che l'attenzione allora si sposta sistematicamente su un altro storico problema i parcheggi o il Corso aperto (per qualcuno essenziali al commercio - "ma, visti i risultati, non ai visitatori delle mostre.."). Ora come sempre si spera nella prossima grande mostra, quella più importante dal punto di vista economico di ricaduta che si associa nel periodo anche alle altre Rassegne Culturali rodigine.

Un piccolo riscontro sulla volontà di fare dei progetti arriva da fuori, anche se qui la medicina (noi vogliamo considerarla una vitamina) è un aiuto che in alcuni casi potrebbe essere importante per giovare sulla salute imprenditoriale e attirare nuove realtà, anche se non c'è una reale cura al problema del commercio, ma come sempre è un mix costante di effetti che genera benessere. Per capirsi è come fare palestra una tantum...gli inestetismi restano ma la percezione di un risultato cambia e ci si sente meno frustrati.

 

Un esempio arriva dal Comune di Udine, attraverso il servizio edilizia privata e pianificazione territoriale, ha annunciato e quasi in conclusione, l'emissione del Bando per il Fondo Rilancio Economico. L'iniziativa di adesione con scadenza 31/01/26 stanzia l'importo complessivo di 1.400.000,00 Euro per l'assegnazione di contributi a fondo perduto destinati a sostenere gli investimenti. L'obiettivo è favorire la ripresa economica e il rafforzamento del tessuto imprenditoriale urbano, con particolare attenzione sia ai quartieri periferici con fragilità sociodemografiche sia al centro cittadino.


 

In una lettera il presidente di Confcommercio Padova, Patrizio Bertin, chiede al Comune di Padova di poter agire in analogia. Copiare Udine.

E’ il suggerimento / richiesta che arriva da Confcommercio Padova che ha inviato una lettera al sindaco Giordani e al vice Bressa (in quanto assessore competente) nella quale propone di seguire l’esempio della città friulana che ha stanziato 1.400.000 euro per l'assegnazione di contributi a fondo perduto destinati a micro, piccole e medie imprese del commercio e artigiane.

 

Il Bando prevedeva due misure distinte di intervento:

• Interventi nei Quartieri Periferici (stanziamento di 1.000.000,00 Euro ): Volti a sostenere il commercio e i servizi di prossimità. Le iniziative finanziabili includono l'apertura di esercizi e attività mancanti (come alimentari o servizi sanitari) , la continuità d'impresa o il passaggio generazionale (a favore di imprese con rappresentanti legali under 40) , e l'innovazione del design di arredi e insegne.

• Interventi nel Centro Cittadino (stanziamento di 400.000,00 Euro ): Finalizzati al rilancio del commercio al dettaglio e dei servizi. Riguardano nuove aperture di esercizi (esclusi pubblici esercizi), passaggi generazionali, innovazione del design, e la promozione di attività in locali sfitti da almeno tre mesi.

L'intensità del contributo varia dal 50% al 75% della spesa ammissibile, calcolata su importi massimi di spesa variabili a seconda della misura (fino a 100.000 Euro per le nuove aperture nei quartieri). La spesa complessiva minima ammissibile non può essere inferiore a 10.000,00 Euro.

 

“Nel Bando – continua Bertin - in particolare, ma non solo, viene individuato un sostegno al commercio e ai servizi di prossimità per l'apertura di esercizi e attività mancanti, si promuove la continuità d'impresa e si favorisce il passaggio generazionale, il rilancio del commercio al dettaglio e dei servizi e si presta un occhio di riguardo alla promozione di attività in locali sfitti da almeno tre mesi”.

“A noi – conclude il presidente - è parsa un’iniziativa interessante perché affronta problematiche comuni anche alla nostra realtà per cui ci piacerebbe se anche l’Amministrazione di Padova volesse valutare l’opportunità di stanziare una cifra con analoghe finalità. Ovviamente siamo a disposizione per individuare assieme gli obiettivi dell’intervento”.

 

Noi vorremmo girare a nostra volta questa idea da calare ad arte sul territorio, rendendoci come sempre disponibili anche per altri progetti o per qualsivoglia supporto.

Importante è non restare a guardare (il morto che passa..o il negozio che chiude) cit.


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