ROVIGO • Il Polesine fa rete: un programma condiviso per valorizzare l’archeologia del territorio.
Presentato a Palazzo Cezza il cartellone autunnale congiunto tra i Musei Archeologici Nazionali di Adria e Fratta Polesine e il Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo.
I Musei archeologici nazionali di Adria e Fratta Polesine e il Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo lanciano un programma autunnale congiunto, tra cui Adrikà e il Festival sulle Vie dell'Ambra, valorizzando il patrimonio a quarant'anni da "L'antico Polesine". Il progetto segna una svolta strategica, unendo ricerca, innovazione e partecipazione pubblica attraverso l'integrazione tra i musei.
I dettagli sono stati illustrati questa mattina nel corso di una conferenza stampa a palazzo Cezza.
Sono intervenuti: l’assessore alla Cultura del Comune di Rovigo Erika De Luca, con Chiara Vallini conservatore del Museo Grandi Fiumi, Alberta Facchi, direttrice del Museo archeologico nazionale di Adria, Maria Letizia Pulcini, direttrice del Museo archeologico nazionale di Fratta Polesine, Sandra Bedetti, consigliera d’amministrazione Fondazione Cariparo, Elisabetta Brusa, direttrice artistica del festival internazionale “Sulle vie dell’Ambra”, collegata da remoto, Paolo Bellintani presidente del CPSSAE, Emanuela Finesso, presidente del Circolo del cinema “Carlo Mazzacurati di Adria, Andrea Cardarelli, presidente dell’Istituto italiano di Preistoria e protostoria, già docente di Protostoria europea all’Università di Roma “La Sapienza”, presente con un intervento registrato.
A quarant'anni dalla mostra "L'antico Polesine. Testimonianze archeologiche e paleoambientali", che segnò una tappa fondamentale nella conoscenza e valorizzazione del patrimonio archeologico provinciale, il Polesine continua a restituire nuovi dati e nuove prospettive di ricerca. È cambiato, però, anche il modo di raccontare l'archeologia: oggi, accanto ai risultati scientifici, si valorizzano il percorso della ricerca, le metodologie, il lavoro interdisciplinare e il ruolo della tutela, con l'obiettivo di coinvolgere il pubblico in una conoscenza più consapevole e partecipata del patrimonio culturale.
In questo quadro, l'archeologia dialoga sempre più con altri linguaggi della cultura e dell'arte, sperimentando forme di comunicazione innovative capaci di coinvolgere pubblici diversi. Il cinema, il teatro, la musica, la divulgazione scientifica, le nuove tecnologie, l'archeologia sperimentale e gli strumenti per una fruizione più accessibile e inclusiva diventano occasioni per avvicinare il patrimonio a una comunità sempre più ampia, trasformando il museo in uno spazio di esperienza, confronto e partecipazione.
È in questa prospettiva che i Musei archeologici nazionali di Adria e Fratta Polesine, insieme al Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo, al CPSSAE e a tutti gli Enti e le associazioni in partenariato di collaborazione hanno scelto di presentare congiuntamente alcune delle principali iniziative che caratterizzeranno la programmazione culturale tra la fine dell'estate e l'autunno:
• Adrikà – Rassegna del Cinema Archeologico - Adria e Delta;
• le iniziative delle Giornate Europee del Patrimonio - Fratta Polesine;
• Festival Internazionale sulle Vie dell'Ambra - Rovigo.
L'incontro nasce dalla volontà di rafforzare il lavoro di rete sul territorio, promuovendo una progettualità condivisa che valorizzi il patrimonio archeologico e culturale conservato nei tre Musei attraverso la collaborazione tra Enti, la messa in comune di competenze e la costruzione di un'offerta culturale coordinata e rivolta a un pubblico sempre più ampio. Pur mantenendo ciascuno la propria identità scientifica e culturale, i tre musei condividono infatti l'obiettivo di promuovere una visione unitaria del territorio, nella consapevolezza che la storia del Polesine costituisce un patrimonio comune, che trova forza proprio nella collaborazione tra enti, istituzioni, università, associazioni e comunità locali.
La conferenza di oggi, come hanno sottolineato gli intervenuti, rappresenta quindi non solo la presentazione di tre importanti appuntamenti culturali, ma anche il segno concreto di un percorso condiviso che intende rafforzare il sistema museale e archeologico del territorio, valorizzando il dialogo tra ricerca, tutela e divulgazione.
“La presentazione di oggi – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Erika De Luca -, non è semplicemente il lancio di tre importanti appuntamenti culturali, ma rappresenta un punto di svolta fondamentale per le nostre istituzioni: il segno concreto di un percorso condiviso che intende rafforzare l'intero sistema museale del territorio. Fare rete oggi non è più un'opzione, ma una necessità strategica. Integrando le nostre competenze e superando i confini dei singoli comuni, riusciamo finalmente a proporre una visione unitaria della storia del Polesine. Questo patrimonio comune trova la sua vera forza nella collaborazione. Vogliamo che i nostri musei smettano di essere solo luoghi di conservazione della memoria e diventino piazze attive di confronto, capaci di aprirsi alla comunità con linguaggi nuovi, inclusivi e accessibili a un pubblico sempre più ampio”.
L'autunno archeologico del Polesine si presenta così come un programma condiviso, nel quale la ricerca scientifica incontra la divulgazione, la partecipazione e l'innovazione, confermando il ruolo dei musei non solo come luoghi di conservazione della memoria, ma come protagonisti attivi della vita culturale contemporanea.
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