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IPA “Sistema Polesine”, le linee guida dello sviluppo futuro

ROVIGO •  Si è riunito a Palazzo Celio il tavolo di concertazione dell’Intesa Programmatica d’Area IPA “Sistema Polesine”.

Oltre alla Provincia di Rovigo che ha ospitato l’appuntamento, rappresentata dal presidente Enrico Ferrarese che presiede il tavolo, supportato dagli Uffici Tecnici e all’azienda di servizi strumentali in house AS2, in qualità di soggetto referente e rappresentata dal membro del CdA Mauro Rossin e da Marco Montagna e Paolo Talò della nuova Unità Dirigenziale, erano presenti (alcuni anche collegati da remoto) 39 dei 77 soggetti ammessi al tavolo, di cui fanno parte Comuni, associazioni sindacali e di categoria, i Gal Adige e Delta Po, il Parco e il CUR. La seduta seguiva di alcuni mesi i lavori del primo dicembre scorso, quando erano state approvate all’unanimità le modifiche al vecchio documento programmatico datato 2004, presupposto fondamentale per la conferma dell’Intesa stessa da parte della Regione.

 

La seduta ha fatto registrare un significativo cambio di marcia con il presidente Ferrarese che ha incalzato i partecipanti spronandoli al passaggio ad una fase propositiva e unitaria, al fine di centrare nella maniera più concreta possibile gli indirizzi programmatici fondamentali. “In fase di conferma di questo mio secondo mandato - così Ferrarese - ho sottolineato come durante il primo siano stati risolti e sistemati i problemi che più pesantemente vincolavano l’ente che rappresento e che questo secondo mandato sarebbe stato quello per dedicarsi al cento per cento allo sviluppo del Polesine. Così, oggi, i pilastri da me identificati come fondamentali per la rinascita e la crescita del nostro territorio e che saranno la stella polare della nostra azione amministrativa, li metto anche su questo tavolo dell’Intesa Programmatica d’Area perché, anche con la vostra adesione e la vostra collaborazione, attraverso questo strumento, possano diventare i riferimenti dei progetti, delle idee e della generale programmazione della nostra terra”.

 

Tre le linee strategiche progettuali oggetto di presentazione dell’incontro, che aveva l’obiettivo di portare all’attenzione del gruppo permanente le direttrici su cui si focalizzerà il lavoro dei prossimi mesi: si tratta di tre idee progettuali inerenti le aree sociale, infrastrutture/turismo e marketing territoriale e sviluppo economico che rientrano tra gli ambiti individuati della legge regionale 35/2001 quali possibili destinatari di finanziamento, e che si intende far approvare in un’appendice al Documento Programmatico d’Intesa entro l’estate.

 

Nella sua relazione, Il Presidente della Provincia di Rovigo ha parlato non a caso di “avvio di un processo di concertazione che si fonda su tre pilastri, base di una visione programmatica di sviluppo futuro che punta su una volontà condivisa e poggia su uno strumento che ha la capacità di intercettare fondi e finanziamenti per realizzare gli interventi”.

 

Nel dettaglio, il primo punto riguarda il macrotema dell’attrattività e si fonda sul concetto di navigabilità delle nostre vie d’acqua. Al centro del ragionamento le “stazioni fluviali”, zone di sosta che rappresenteranno un vero e proprio “portale di accesso al territorio” e che, in virtù dell’intermodalità (connessione terra-acqua), potranno mettere in collegamento anche le realtà vicine e non bagnate dall’acqua, in un meccanismo virtuoso destinato quindi a coinvolgere tutti alla luce anche del recente allargamento della Riserva Biosfera MAB Unesco “Po Grande”. “La capacità e la possibilità di portare persone nel nostro territorio - rimarca il Presidente - attraverso le vie di terra è una prerogativa di tutti ma la capacità e la possibilità di farlo attraverso le vie d’acqua è una peculiarità che ci contraddistingue e su cui dobbiamo puntare per un’offerta specifica che non ha rivali in altri territori e che sarà capace di mostrare, nei percorsi intermodali che proporremo, l’infinità bellezza e insieme l’enorme capacità attrattiva dei nostri borghi”.

La seconda linea programmatica guarda ai servizi di prossimità, puntando a nuovi “hub” del sociale: l’intento è quello di creare una rete provinciale di presìdi territoriali di prossimità finalizzati a ridurre la frammentazione dei servizi e a garantire un accesso più equo alle opportunità da parte delle persone in condizioni di fragilità, in particolare per i territori periferici e maggiormente interessati dai fenomeni di spopolamento e isolamento. “La tenuta dei territori - incalza Ferrarese - è legata in gran parte ai servizi e, anche in parallelo e a supporto delle nuove case di comunità quali presìdi sanitari che sono in capo all’Ulss, abbiamo il compito di creare presìdi a carattere sociale che siano punti di riferimento territoriali per il sociale nel suo senso più ampio e per il trattamento e la gestione in particolare delle fragilità. Il territorio ha bisogno di punti locali che rispondano a bisogni specifici delle fasce deboli ma anche che sappiano rivolgersi all’intera comunità in un’ottica di costruzione di una socialità condivisa che resta la più potente arma di prevenzione di ogni disagio”.

A chiudere la serie, la terza linea di indirizzo che si intende inserire nel documento riguarda lo sviluppo economico, con particolare attenzione alle infrastrutture; questa partirà da una mappatura delle varie vocazioni territoriali per individuare necessità e urgenze dei vari luoghi. L’obiettivo è quello di identificare, area per area, le capacità, le potenzialità produttive e le possibilità di insediamento di attività economiche, delineando i più necessari e urgenti interventi infrastrutturali in grado di favorire le connessioni del territorio e di adeguare l’intero sistema della rete viaria polesana”.

 

In chiusura, è arrivata la sottolineatura di come sia difficile scegliere quale priorità dare a ciascuno di questi macro tematismi dal momento che ciò che appare evidente è la loro interconnessione: si tratta di elementi che intersecandosi sono in grado di creare un nuovo modo di intendere e di vivere il sistema Polesine. Il cronoprogramma: entro il 31 luglio prossimo le parti dovranno far pervenire eventuali suggerimenti o integrazioni alle schede e l’ordine di priorità delle proposte che poi saranno oggetto di approvazione da parte del tavolo di concertazione IPA tra fine agosto e i primi di settembre, termine entro il quale usciranno i bandi regionali su cui candidare le progettualità strategiche del territorio.


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