ECONOMIA • Da Rovigo al principale evento italiano del commercio digitale: la startup fintech Pay-Oh con sede operativa a Rovigo protagonista a Milano con due stand e due interventi al Netcomm Forum 2026.
Una presenza che colloca l’azienda polesana accanto ai grandi nomi internazionali del digitale e dei pagamenti.
Da Rovigo a uno dei principali palcoscenici italiani dedicati all’innovazione nel commercio e nei pagamenti digitali. È un percorso che racconta una storia di crescita imprenditoriale e di sviluppo tecnologico quella di Pay-Oh, startup fintech italiana con sede operativa nel capoluogo polesano, che nei giorni scorsi è stata protagonista al Netcomm Forum 2026 di Milano con una presenza che ha attirato attenzione nel settore.
Per chi non frequenta abitualmente il mondo dell’innovazione digitale, il Netcomm Forum rappresenta il più importante evento italiano dedicato all’e-commerce, ai pagamenti e all’evoluzione del commercio, punto d’incontro tra aziende, istituzioni, operatori tecnologici e grandi gruppi internazionali. È qui che vengono presentate le tendenze che spesso, nel giro di pochi anni, entrano nella quotidianità di cittadini, negozi e imprese.
L’edizione 2026 ha riunito alcuni dei nomi più rilevanti del panorama globale: Google, Main Partner dell’evento, insieme a realtà come Nexi, PayPal, Salesforce, Shopify, TikTok, Mastercard, Stripe, Adyen, Meta, Klarna, Amazon, Poste Italiane e Scalapay.
In questo contesto, tra grandi gruppi internazionali e operatori di riferimento del settore, si è inserita anche Pay-Oh.
Per un’azienda nata e sviluppata a Rovigo, la partecipazione assume un valore che va oltre la semplice presenza fieristica. Significa essere riconosciuti all’interno di un ecosistema altamente competitivo, nel quale tecnologia, capacità di innovazione e visione industriale rappresentano elementi decisivi.
La società ha scelto una formula particolare: non uno, ma due spazi distinti all’interno della manifestazione.
Una presenza doppia che racconta il modello sviluppato dall’azienda e la sua capacità di operare su più fronti.
Da un lato Pay-Oh si è presentata come partner tecnologico per banche, istituti di pagamento e operatori finanziari che desiderano portare i propri servizi Buy Now Pay Later — i sistemi che permettono di suddividere gli acquisti in rate — all’interno dei negozi fisici. In questo ruolo l’azienda non concede finanziamenti e non svolge attività bancaria: mette invece a disposizione tecnologia, infrastrutture digitali e collegamenti tra i diversi soggetti coinvolti.
Il tema è stato approfondito durante l’intervento di Massimo Laccisaglia, Chief Strategic Officer di Pay-Oh, che ha affrontato le modalità attraverso cui il sistema finanziario può accelerare il proprio ingresso nel commercio tradizionale grazie a piattaforme integrate e modelli tecnologici capaci di ridurre tempi e complessità operative.
Dall’altro lato l’azienda ha presentato 3rate•••, piattaforma proprietaria sviluppata per supportare negozi e attività commerciali nella gestione delle soluzioni Buy Now Pay Later attraverso un unico ambiente digitale. L’obiettivo non è soltanto rendere più semplice il pagamento rateale, ma offrire ai commercianti strumenti per aumentare conversione e valore delle vendite.
Proprio su questo tema è intervenuto Nicola Dosso, CEO di Pay-Oh e 3rate•••, con un contributo dedicato alle opportunità ancora poco sviluppate del BNPL nei punti vendita fisici. Se il sistema è ormai conosciuto da molti consumatori online, la sua diffusione nei negozi tradizionali procede infatti a ritmi più lenti, soprattutto tra piccole e medie attività.
Accanto alla partecipazione al Forum, l’azienda ha comunicato anche un’evoluzione strategica rilevante: la partnership con Scalapay, uno dei principali operatori europei del settore Buy Now Pay Later. Un accordo che vede Pay-Oh inserita tra i partner presenti sul sito della società e che sarà accompagnato da una serie di webinar in co-branding dedicati a spiegare le opportunità che il modello può offrire al retail fisico.
Per il territorio, tuttavia, il dato forse più significativo è un altro. In un periodo in cui spesso si parla delle difficoltà delle province nel trattenere competenze e attrarre innovazione, il caso Pay-Oh mostra una direzione diversa: quella di una realtà tecnologica nata fuori dai grandi poli tradizionali che riesce a dialogare con i principali attori del mercato nazionale e internazionale.
Rovigo, città spesso associata alla propria dimensione agricola, commerciale e manifatturiera, si ritrova così a essere anche sede operativa di una realtà che opera in uno dei comparti oggi più dinamici: la tecnologia applicata ai servizi finanziari.
Per i cittadini può essere un motivo di interesse e, in qualche misura, anche di orgoglio. Perché dietro le grandi trasformazioni digitali non esistono soltanto le multinazionali della Silicon Valley o i grandi centri urbani. Talvolta l’innovazione prende forma anche nei territori, cresce lontano dai riflettori e arriva sui palcoscenici nazionali partendo da realtà che, fino a pochi anni fa, pochi avrebbero immaginato al centro di questi scenari.
Come sintetizza Nicola Dosso, CEO di Pay-Oh: «La tecnologia crea valore quando riesce a collegare persone, imprese e territori. Dimostrare che da Rovigo si può costruire innovazione capace di dialogare con i grandi operatori del mercato rappresenta per noi un elemento di responsabilità e una prospettiva di crescita.»
Info: https://pay-oh.com/
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