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Confcommercio Rovigo: “Le imprese sono presidio sociale e umano delle nostre città”

ROVIGO • “Credito sano e vicinanza al territorio”: Banca Adria Colli Euganei rilancia il sostegno alle imprese polesane tramite Fidimpresa FriulVeneto. Dal plafond da 3 milioni contro fragilità economiche e usura all’appello di Confcommercio: “Le imprese sono presidio sociale e umano delle nostre città”

Non solo numeri, finanziamenti o sportelli bancari. Ma presenza concreta nei territori, sostegno alle imprese e strumenti per prevenire fragilità economiche che possono trasformarsi in isolamento, chiusure o persino esposizione all’usura. 


È questo il filo conduttore emerso durante l’incontro promosso da Confcommercio Rovigo e Confcommercio Unione metropolitana di Venezia Rovigo insieme a Prefettura, Forze dell’Ordine, Fidimpresa FriulVeneto e Banca Adria Colli Euganei.

Un confronto operativo dedicato a sicurezza economica, accesso al credito e rilancio delle attività del territorio polesano, nel quale il presidente di Banca Adria Colli Euganei Mauro Giuriolo ha ribadito il ruolo della banca cooperativa come presidio locale a sostegno di famiglie e imprese.

“Abbiamo 131 anni di storia e siamo rimasti nei territori perché crediamo che senza comunità, famiglie e imprese non esisterebbe nemmeno la nostra banca”, ha spiegato Giuriolo, ricordando la presenza dell’istituto in due regioni, cinque province e 35 filiali, di cui 13 nel Rodigino.

Un plafond da 3 milioni per sostenere le imprese

Nel corso dell’incontro Giuriolo ha annunciato il sostegno concreto al progetto sviluppato insieme a Fidimpresa e Confcommercio attraverso un plafond dedicato da 3 milioni di euro.

Uno strumento pensato per facilitare l’accesso al credito legale e sostenere investimenti, sviluppo e continuità aziendale soprattutto nelle piccole comunità e nei centri più esposti a spopolamento e difficoltà economiche.

“Gli investimenti sul territorio pagano e generano valore non solo economico ma anche umano”, ha sottolineato il presidente della banca, evidenziando come il credito cooperativo abbia scelto negli ultimi anni di continuare a investire anche nelle realtà periferiche, rinnovando filiali storiche e rafforzando la presenza locale.

Una scelta che assume anche un valore sociale, in un territorio come il Polesine segnato da calo demografico, invecchiamento della popolazione e crescente difficoltà per molte attività economiche.

Pattaro: “Le imprese sono luoghi di relazioni umane”

A dare il senso più ampio dell’iniziativa anche il saluto del presidente di Confcommercio Rovigo Stefano Pattaro, che ha voluto riportare il tema oltre la sola dimensione economica.

“Le imprese non sono soltanto attività economiche. Sono luoghi dove ogni giorno si costruiscono relazioni umane”, ha affermato.

Nel suo intervento Pattaro ha ricordato come negozi, pubblici esercizi, studi professionali e attività artigianali rappresentino spesso punti di riferimento sociali per interi quartieri e comunità.

“Quando una città perde attività economiche perde inevitabilmente anche vivibilità, presenza ed energia”, ha spiegato, collegando direttamente il tema della sicurezza urbana e del decoro alla tenuta stessa del tessuto commerciale.

Prevenzione e collaborazione contro usura e fragilità

Il presidente di Confcommercio ha insistito sulla necessità di cambiare approccio: non più solo gestione dell’emergenza, ma prevenzione e collaborazione tra istituzioni, credito, associazioni e imprese.

“Non siamo qui soltanto per parlare di problemi, ma per creare connessioni tra chi può offrire strumenti concreti e chi ogni giorno vive la realtà delle imprese sul territorio”, ha dichiarato.

Da qui il valore attribuito al ruolo di Fidimpresa FriulVeneto e del sistema bancario nel costruire percorsi di accesso al credito sano e garantito, considerati strumenti fondamentali anche per contrastare usura e situazioni di vulnerabilità economica.

“Sostenere le imprese sane e accompagnarle significa contribuire concretamente anche al contrasto dell’usura”, ha evidenziato Pattaro.

Un messaggio condiviso anche dalle istituzioni presenti all’incontro, in un territorio dove il rischio più pericoloso non è soltanto la crisi economica, ma la solitudine delle imprese.

 

 

 

 

 

“Lo Stato c’è”: il prefetto Tancredi richiama le imprese a denunciare usura ed estorsioni

A Rovigo focus su fondi di solidarietà, tutor per le aziende in difficoltà e accesso al credito legale: “Serve fiducia nelle istituzioni per spezzare l’infiltrazione criminale nell’economia”

“Denunciare è un atto di fiducia verso lo Stato e verso la comunità”. È questo il messaggio forte lanciato dal prefetto di Rovigo Franca Tancredi durante l’incontro promosso da Confcommercio Unione Venezia Rovigo dedicato a sicurezza economica, prevenzione dell’usura e sostegno alle imprese del territorio.

Nel suo intervento, il prefetto ha evidenziato come il contrasto all’usura non possa essere affrontato soltanto sul piano repressivo, ma richieda soprattutto strumenti economici, informazione e vicinanza concreta alle attività produttive. Perché il rischio vero, soprattutto nei momenti di difficoltà finanziaria, è che il bisogno di liquidità apra la porta a forme di credito illegale e all’infiltrazione della criminalità nell’economia locale. Una dinamica silenziosa, molto meno cinematografica delle fiction sulla mafia, ma decisamente più reale quando un’impresa non riesce più ad accedere al credito bancario.

 

“La sicurezza passa anche dall’economia”

Tancredi ha sottolineato come sicurezza e politica economica siano oggi strettamente collegate. Un territorio dove le imprese sono lasciate sole, senza accesso a credito sano o strumenti di supporto, diventa inevitabilmente più fragile.

Per questo la Prefettura punta su tre direttrici precise:

• facilitare l’accesso al credito legale attraverso sistemi di garanzia;

• sostenere concretamente le vittime di usura ed estorsione;

• incentivare la denuncia e rompere l’isolamento delle imprese.

Il prefetto ha ricordato l’esistenza del fondo di solidarietà per le vittime di usura ed estorsione, rifinanziato a livello nazionale, che permette alle aziende colpite di accedere a mutui agevolati e percorsi di accompagnamento.

 

La figura del tutor per aiutare le imprese

Tra gli strumenti richiamati da Tancredi anche la figura del tutor previsto dalla normativa antiusura, nominato dal prefetto tra professionisti inseriti negli elenchi del Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura.

Un supporto che non riguarda solo l’accesso al credito, ma accompagna le imprese anche nella costruzione di un percorso di risanamento e rilancio.

“Bisogna conoscere gli strumenti che esistono”, ha spiegato il prefetto, sottolineando come troppo spesso aziende e piccoli imprenditori ignorino le possibilità offerte dal sistema pubblico e dai Confidi.

“Il fenomeno esiste anche in Veneto”

Nel suo intervento Tancredi ha invitato a non sottovalutare il fenomeno. “L’usura e le infiltrazioni criminali esistono anche in Veneto e anche in questa provincia”, ha affermato, spiegando però che spesso il problema rimane sommerso proprio per mancanza di segnalazioni.

Un passaggio significativo ha riguardato il confronto con le regioni del Sud Italia: “Se Campania e Calabria registrano più denunce, questo significa anche che lì esiste maggiore fiducia nelle istituzioni”.

Da qui l’invito diretto alle imprese polesane a rivolgersi alle istituzioni prima che la situazione degeneri.

Protocolli, osservatori e rete territoriale

Tancredi ha inoltre richiamato il recente rinnovo del protocollo regionale sottoscritto a Venezia con Ministero dell’Interno, Prefetture, sistema bancario, Camere di Commercio, Confidi e associazioni di categoria.

L’obiettivo è costruire una rete stabile di prevenzione e monitoraggio attraverso osservatori provinciali e strumenti di supporto per le imprese in difficoltà.

Un lavoro che coinvolge Prefettura, Forze dell’Ordine, enti locali, mondo bancario e associazioni economiche, con particolare attenzione alle micro e piccole imprese più esposte ai rischi di indebitamento patologico.

Perché, come ha ribadito il prefetto, “non viviamo nel paradiso terrestre” e i tentativi di infiltrazione nell’economia reale esistono ovunque. La differenza la fanno prevenzione, collaborazione e fiducia nelle istituzioni. 

Credito sano contro usura e strozzinaggio: a Rovigo focus sugli strumenti per aiutare le imprese

Confcommercio e Fidimpresa FriulVeneto illustrano garanzie, finanziamenti e accesso facilitato al credito per negozi, bar e microimprese del territorio

 

Non solo sicurezza urbana e videosorveglianza.

Nell’incontro promosso da Confcommercio Unione Venezia Rovigo insieme alla Prefettura, alle Forze dell’Ordine, a Fidimpresa FriulVeneto e a Banca Adria Colli Euganei, uno dei temi centrali è stato quello dell’accesso al credito “sano” per imprese e attività economiche del territorio. 

Nel corso della mattinata sono stati presentati strumenti concreti per aiutare negozi, pubblici esercizi, professionisti e microimprese a evitare il ricorso a forme di finanziamento pericolose o fuori controllo, contrastando così fenomeni di usura, sovraindebitamento e credito irregolare.

 

Garanzie fino all’80% sui prestiti bancari

Tra gli strumenti illustrati da Fidimpresa FriulVeneto ci sarà il funzionamento del fondo antiusura sostenuto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, integrato da fondi propri e risorse di altri enti.

Secondo i dati del bilancio 2025 presentati nelle slide del convegno, il fondo antiusura gestito dal sistema Confidi supera i 14,6 milioni di euro.

Per le imprese questo si traduce nella possibilità di ottenere:

• finanziamenti diretti fino a 40 mila euro;

• garanzie fino all’80% su prestiti bancari;

• operazioni finanziarie fino a 150 mila euro;

• durata dei finanziamenti fino a 10 anni.

Un supporto particolarmente importante per piccole attività commerciali, negozi di vicinato, bar, operatori turistici e professionisti che spesso incontrano maggiori difficoltà nell’accesso al credito tradizionale.

 

Nel 2025 deliberate 78 pratiche antiusura

I numeri illustrati da Fidimpresa mostrano anche un’attività già significativa sul territorio.

Nel solo 2025 sono state deliberate 78 pratiche attraverso il sistema previsto dalla legge antiusura 108/96, per oltre 6,2 milioni di euro di finanziamenti e più di 5 milioni di garanzie concesse.

Sempre nel 2025 sono stati inoltre erogati direttamente 35 finanziamenti per un importo complessivo di circa 1,29 milioni di euro.

 

Un tema che riguarda anche sicurezza e legalità

Il tema del credito è stato affrontato anche dal punto di vista della sicurezza economica e sociale.

L’obiettivo dichiarato dell’incontro è infatti quello di prevenire situazioni di fragilità finanziaria che possono esporre imprese e famiglie a fenomeni di usura, truffe o infiltrazioni illegali, soprattutto in una fase economica ancora complessa per molte attività del commercio e del turismo.

Spesso il problema delle imprese non è solo lavorare. È riuscire a trovare credito senza finire stritolati tra tassi impossibili, burocrazia e chi si presenta come “soluzione veloce”, il facilitatore che arriva in impresa con un pool di professionisti, dal legale al commercialista al consulente per cui tutto è possibile: il momento esatto in cui iniziano i guai.

 

“Il decoro urbano è sicurezza”: il questore De Santis richiama il ruolo sociale di negozi e imprese

All’incontro promosso da Confcommercio il questore di Rovigo collega sicurezza, vivibilità e presidio del territorio: “Gli esercizi commerciali sono punti di riferimento per la collettività”

Il decoro urbano non è soltanto una questione estetica. È un elemento concreto di sicurezza pubblica, di presidio sociale e di difesa delle città. È questo il messaggio lanciato dal questore di Rovigo Antonino De Santis durante l’incontro promosso da Confcommercio Rovigo insieme a Prefettura, Forze dell’Ordine, Fidimpresa FriulVeneto e Banca Adria Colli Euganei sul tema della sicurezza economica e del sostegno alle imprese.

Un intervento che ha messo al centro il rapporto stretto tra presenza delle attività economiche, qualità urbana e prevenzione dei fenomeni criminali.

“Gli esercizi commerciali sono punti di riferimento per la collettività”, ha sottolineato De Santis, condividendo le riflessioni emerse durante il confronto sul ruolo sociale di negozi, pubblici esercizi e attività di vicinato.

“Dove il territorio si degrada cresce la criminalità”

Per il questore il concetto moderno di sicurezza non può più limitarsi soltanto all’ordine pubblico o all’intervento repressivo, ma deve comprendere una visione più ampia della vivibilità urbana.

“Il decoro urbano non è semplicemente un tema di abbellimento delle città, ma un tema di difesa delle città”, ha spiegato.

Secondo De Santis esiste infatti un collegamento evidente tra degrado, abbandono e crescita della cosiddetta criminalità di strada. Fenomeni che si sviluppano più facilmente nei contesti dove il tessuto sociale ed economico si indebolisce.

Una riflessione che assume un peso particolare in una provincia come quella di Rovigo, caratterizzata da spopolamento, dispersione geografica e grandi aree territoriali difficili da presidiare in modo continuo.

Sicurezza reale e percezione di insicurezza

Nel suo intervento il questore ha distinto anche tra sicurezza reale e percezione di insicurezza, spiegando come il disagio urbano, il degrado e la perdita di attività economiche contribuiscano ad aumentare la sensazione di fragilità nei cittadini.

“Bisogna lavorare a 360 gradi”, ha affermato, richiamando la necessità di un approccio integrato che coinvolga istituzioni, Forze dell’Ordine, enti locali, associazioni di categoria e mondo economico.

Una strategia che passa anche dalla valorizzazione del commercio di prossimità e delle attività che mantengono vive le città e i quartieri.

Perché dietro una vetrina accesa, spesso, non c’è soltanto un’attività economica. C’è presidio sociale, relazione umana e controllo spontaneo del territorio.


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