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“L’officina dei colori”: un murale collettivo all’IPIA “G. MARCHESINI” di Rovigo per promuovere multiculturalità e inclusione.

ROVIGO • La scuola secondaria di secondo grado Viola - Marchesini di Rovigo ha inaugurato ufficialmente una grande, vivace opera murale dal titolo “L’officina dei colori”. 

L'Officina dei Colori, realizzata dall’illustratrice Benedetta Fasson insieme agli studenti, in un percorso laboratoriale svoltosi dall’11 al 14 maggio, è l’opera è inserita nella XIV edizione di DeltArte - il delta della creatività. 


Il murale, che campeggia su una grande parete interna del plesso di viale Alfieri, di oltre 8 metri di lunghezza e 3 di altezza, è il risultato dell’omonimo progetto, che ha visto la collaborazione tra l'associazione Art Flood di Rovigo,  DeltArte e la scuola per tramite della docente referente del progetto, professoressa Albertina Simeoni, la curatrice Melania Ruggini e l’artista veronese, in un'esperienza di peer education unica e coinvolgente.  

Partito il 15 aprile, sviluppatosi in 5 incontri, il progetto è stato promosso dalla Fondazione Banca del Monte attraverso il bando Aperto scuola, coinvolgendo le varie classi dell’Istituto. I soggetti del murale sono 5 grandi figure che si tengono per mano, a simboleggiare una catena umana, un ingranaggio dove anche il più piccolo bullone fa la sua parte tenendo insieme grandi strutture. 

Sui loro vestiti sono rappresentati vari simboli legati a tre grandi tematiche ossia l’inclusione, la diversità e l’unione, scelti in modo collaborativo, coinvolgendo i partecipanti anche in fase di progettazione, per garantire una connessione profonda con il contesto scolastico.  

L’approccio esperienziale ha permesso agli studenti di acquisire competenze pratiche nel disegno e nella pittura murale, oltre a favorire la collaborazione tra pari e le singole creatività  

“A questo progetto hanno collaborato insieme gruppi eterogenei, multiculturali che ben hanno interpretato le richieste dell’artista cimentandosi in un nuovo lavoro” commenta la docente Albertina Simeoni, referente per l’inclusione. “La partecipazione attiva degli studenti, la voglia di lasciare qualcosa di proprio e la voglia di appartenere a qualcosa di speciale ha dato vita a questo meraviglioso risultato, che sarà eredità per le generazioni di studenti a venire” .

Obiettivi principali del progetto sono stati la valorizzazione della creatività degli allievi, l’abbellimento della propria scuola, l’incremento del senso di appartenenza, attraverso l'implementazione dell’attività creativa in forma laboratoriale.

 

A guidare le varie classi è stata Benedetta Fasson, che ha accompagnato gli studenti in tutte le fasi, dalla raccolta delle idee tramite brain-storming, alla progettazione del bozzetto, al disegno preparatorio sul muro, alla pittura vera e propria. 


La realizzazione del murale ha non solo abbellito l’istituto, ma ha anche rappresentato un simbolo visibile della multiculturalità della scuola. Le reazioni positive degli studenti e della comunità educante hanno confermato l'impatto positivo dell’iniziativa. 

“L'arte urbana e i murales possono costituire un potente strumento di inclusione e partecipazione attiva dei nostri giovani” spiega la curatrice  Melania Ruggini. “Oltre al fattore decorativo, questo murale è un simbolo tangibile di multiculturalità e unione delle varie diversità. Attraverso la realizzazione collettiva, i partecipanti hanno creato un legame profondo non solo con l’espressione artistica, ma anche tra di loro e con il loro ambiente scolastico, rendendolo più accogliente; un esempio tangibile di come creatività e partecipazione possano trasformare gli spazi educativi, concorrendo al benessere educativo”.  


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