ROVIGO • Dopo la presentazione a Palazzo Cezza, a Rovigo, è stata la volta di Roma, nella sala stampa della Camera dei Deputati, dove tutti i protagonisti di questa importante occasione culturale sono stati invitati dall’onorevole Nadia Romeo, rodigina, deputata del Pd, che ha fortemente auspicato questa iniziativa.
Una “vetrina”, quindi, di primo piano, per la grande mostra “Carlo Levi e il Polesine. Arte, politica e cronache dalla terra dei grandi fiumi”, realizzata grazie al sostegno della Fondazione Cariparo e che aprirà le porte alla Cittadella della Cultura di Lendinara il 24 aprile.
L’allestimento è stato pensato come un dialogo tra i documenti - in buona parte inediti - esistenti negli archivi e 36 opere di Carlo Levi, oltre a una decina di Gianpaolo Berto, suo discepolo, polesano. A sottolineare e ripercorrere lo stretto legame esistente tra il grande scrittore e artista e il Polesine.
Presenti alla conferenza stampa, oltre all’onorevole Nadia Romeo, il sindaco di Lendinara Francesca Zeggio, il direttore della Cittadella della Cultura di Lendinara Nicola Gasparetto, Daniela Fonti, presidente della fondazione Carlo Levi di Roma, Andrea Patergnani, storico e scrittore, e Luciano Zerbinati, ingegnere, mecenate e collezionista d'arte polesano.
“Grazie della presenza di tutti voi - ha esordito l'onorevole Romeo, salutando la nutrita delegazione accorsa da Lendinara con entusiasmo e orgoglio - Ho fortemente auspicato questo progetto, per sottolineare il legame di Levi con il Polesine, che dimostra quanto sia importante e fondamentale ricostruire le nostre radici polesane. La mostra è resa possibile dal prezioso lavoro dell'archivio Giuseppe Marchiori, custodito alla Cittadella della Cultura di Lendinara, che sa valorizzare la nostra storia e inserirsi in un panorama culturale internazionale. A dimostrazione del fatto che, che, come dico sempre, il Polesine ha tanto, tantissimo da dare. Un grande grazie a tutti coloro che hanno reso questo evento possibile”.
“Siamo emozionati, per questa mostra – ha detto da parte sua il sindaco di Lendinara, Francesca Zeggio – La nostra città e il nostro territorio producono cultura, che, per fortuna, riusciamo a valorizzare, per esempio pubblicando le nostre ricerche. Siamo tra i pochi che lo fanno. E’ stato un grande lavoro di squadra, per il quale ringrazio tutti, perché, davvero, da soli non si fa nulla”.
Nel merito della mostra è poi entrato Nicola Gasparetto, direttore della Cittadella della Cultura. “Giuseppe Marchiori è un personaggio di primo piano e in grado di intrecciare relazioni con i grandi nomi del Novecento – ha spiegato - Dal 2019 annualmente proponiamo un approfondimento, raccontato grazie alle fonti del suo archivio, in collaborazione con le opere d'arte e per questa occasione è stato valorizzato un importante carteggio fra il critico d'arte lendinarese e Carlo Levi, che racconta un rapporto d'amicizia profondo e continuativo”.
Daniela Fonti, presidente della fondazione Carlo Levi di Roma, ha sottolineato la portata dell’iniziativa. “L’idea ci è subito piaciuta tantissimo – ha detto – perché combacia con quanto vuole fare la nostra Fondazione: valorizzare la figura di Levi cogliendo la sua empatia, i suoi interessi, le sue relazioni, i suoi molteplici fronti di impegno”.
Andrea Patergnani, storico e scrittore polesano, che figura nel catalogo della mostra come curatore di un importante approfondimento, ha assicurato che “Questa mostra ci aiuterà a conoscere meglio Levi, anche giornalista e uomo politico, del quale abbiamo tracciato per la mostra un breve profilo”.
Infine, Zerbinati, amante e collezionista d’arte, ha fornito un suggestivo e profondo retroscena sull’origine della mostra. “Questo progetto – ha spiegato – è frutto dell'eredità di Giampaolo Berto, discepolo di Levi, che prima di morire mi lasciò l'impegno di ricordare il suo maestro”.
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