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ETTY HILLESUM - Il cuore pensante della baracca

ROVIGO • In un momento complesso nel panorama geopolitico globale, torna ad essere fondamentale un teatro civile che raccolga i cittadini in comunità e che possa far riflettere e meditare sul presente, con la volontà di tracciare un cammino di pace, partendo da una piccola goccia nel mare.

In questo senso nasce la collaborazione tra Proposta Teatro Collettivo e la Parrocchia di San Bartolomeo Apostolo nel quartiere San Bortolo di Rovigo.

Alla fine di questa settimana, domenica 14 gennaio alle ore 20.30 al Teatro di San Bortolo ad ingresso libero, verrà proposto un dramma di teatro civile, tra musiche dal vivo della tradizione ebraica e parole scritte tratte da uno dei Diari storicamente e spiritualmente più importanti nel raccontare il dramma della Shoah, ovvero quello di Etty Hillesum.

Etty Hillesum – il cuore pensante della baracca è il titolo della pièce teatrale che vedrà protagonista Giorgia Brandolese, che ne ha curato anche regia e adattamento, insieme a Biancamaria Spalmotto, fisarmonicista che, dopo una ricerca storica, proporrà canzoni tradizionali del popolo ebraico dal vivo, alternate alle parole, ai gesti, alle intenzioni tratte dal Diario della giovane ragazza, vittima purtroppo del campo di concentramento di Auschwitz. E ancora, ci saranno le voci di Marino Bellini e Paolo Zaffoni a impreziosire il momento meditativo tra le dense parole di Etty Hillesum.


Abbiamo lasciato il campo cantando è il contenuto dell’ultimo biglietto da lei gettato dal treno prima di arrivare al Campo di sterminio di Auschwitz. Durante la pièce, letture drammatizzate tratte dal Diario si alterneranno alle musiche evocative suonate dal vivo da Biancamaria Spalmotto. Inoltre, verranno trasmesse alcune riprese video, a cura di Carlo Chiarion, relative al Cimitero Ebraico di Rovigo di via Stacche per cui si ringrazia la disponibilità di Padova Ebraica per la gentile concessione.


Tra voci, istinti, emozioni, Etty parlerà dal profondo della sua anima della vita, dell’amore appassionante per Spier, dell’amore spirituale per Dio scoperto proprio durante il periodo in cui vennero divulgate le leggi razziali, della forza e della sua audacia che l’ha portata ad un caleidoscopio di emozioni per essere sempre dalla parte del suo popolo, partendo dal Campo di smistamento di Westerbork per arrivare al tragico epilogo ad Auschwitz.


«Ho deciso – racconta Giorgia Brandolese – di dare voce a questa storia perché è la voce di una ragazza che ha visto piombare davanti a sé l’irruzione della Storia e che, pur tra dubbi e momenti difficili, ha deciso di resistere, battendosi sino all’ultimo, dando esempio di forza e coraggio.

La storia di Etty Hillesum ha un’unicità: è la storia di una vita in trasformazione, di un momento di svolta che viene amplificato dal dramma di una tragedia che non dobbiamo dimenticare. Commemorare è una parola importante.

Dal latino significa: ricordare insieme. Senza quella parola, insieme, il ricordo svanisce perché può rimanere tale solo se è la comunità a parlarne e a divulgarlo».


«Il mese di gennaio fissa due appuntamenti importanti – sottolinea don Andrea Varliero - il 17 viene vissuta una giornata di dialogo tra ebrei e cristiani; il 27 viene celebrata la Giornata della Memoria, giorno della liberazione dei sopravvissuti ad Auschwitz. Ringrazio Proposta Teatro Collettivo per la pièce teatrale attorno a Etty Hillesum e al suo diario; donna, ebrea, filosofa e cercatrice di Dio tra le macerie della Storia. In questi giorni di forte apprensione per la situazione in Medio Oriente, necessarie sono parole che facciano memoria di un’umanità piena, capace di Pace»


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