ROVIGO • Il Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo, polo culturale di riferimento per la storia e l’archeologia del Polesine, continua a richiamare pubblico con le iniziative de il Festival sulle vie dell’Ambra, un appuntamento organizzato dalla Fondazione per lo sviluppo del Polesine che celebra la storia millenaria e i traffici culturali legati all’ambra, prezioso materiale che ha attraversato le civiltà europee.
Nella giornata di martedì 11 novembre è stata inaugurata la mostra temporanea Fetonte allo specchio, curata da Raffaele Peretto, che offre un percorso espositivo suggestivo, con installazioni artistiche che raccontano miti e simboli legati alla figura di Fetonte, simbolo del Polesine e del Museo dei Grandi Fiumi.
Mercoledì 12 novembre 2025, presso la sala convegni Flumina del Museo, è iniziato il ciclo di conferenze Arrogante Umanità, realizzato in collaborazione con il progetto Classici Contro dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.
Questo ciclo di incontri propone riflessioni critiche e interdisciplinari sul rapporto tra uomo e natura, storia e mito, con interventi di docenti universitari e studiosi di fama.
Il ciclo propone incontri rivolti agli studenti delle scuole superiori al mattino e incontri aperti alla cittadinanza al pomeriggio.
La collaborazione con Ca’ Foscari sottolinea l’importanza del Museo dei Grandi Fiumi come luogo di dialogo culturale e di approfondimento scientifico, capace di coniugare ricerca accademica e divulgazione pubblica e di attrarre visitatori e studiosi.
Il Festival sulle vie dell’Ambra e il ciclo Arrogante Umanità rappresentano un’occasione unica per scoprire connessioni antiche tra civiltà, miti e ambiente, stimolando un dialogo contemporaneo anche su temi di grande attualità.
Il festival invita a guardare con occhi nuovi il mondo che ci circonda. Il mito di Fetonte viene riletto ed interpretato come una potente metafora della nostra epoca, divenendo il monito che la cultura classica ci consegna con straordinaria attualità.
La hybris di Fetonte – quella tracotanza che lo spinge ad arrogarsi diritti che non gli spettano – riflette perfettamente la superbia antropocentrica dell'uomo moderno.
Come Fetonte si credeva figlio del dio Sole, così l'umanità contemporanea si comporta come se fosse padrona assoluta del pianeta, certa della propria superiorità e invulnerabilità.
Nel ricco calendario della manifestazione lo spettacolo in programma venerdì 14 novembre alle ore 20.30 presso la Chiesa di San Bartolomeo Arrogante Umanità con la partecipazione speciale del filologo Maurizio Bettini ci pone un rilevante quesito: possiamo ancora evitare la caduta di Fetonte, o siamo già in volo verso la nostra distruzione?
Il mito classico, riletto con gli occhi della contemporaneità, si trasforma in un potente strumento di consapevolezza. Non si tratta di nostalgia per il passato, ma di riconoscere negli antichi racconti una saggezza che può ancora salvarci – se solo avremo l'umiltà di ascoltarla.
L'ambra che si forma dalle lacrime delle Eliadi rappresenta forse l'unica eredità possibile: la memoria cristallizzata della nostra follia, un monito dorato per le generazioni future, affinché non ripetano l'errore fatale di chi si credette più grande di quanto fosse.



