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Maria Cristina Santi confermata alla guida di Confcooperative Rovigo

ROVIGO • La conferma della nomina di Maria Cristina Santi alla guida di Confcooperative Rovigo è arrivata il 21 febbraio, al termine della lunga e partecipata assemblea provinciale nel capoluogo polesano: un appuntamento chiave della vita associativa, ma anche un'occasione per condividere riflessioni sull'economia locale.

"...La cooperazione rappresenta un settore importante, non solo nei settori dell'agricoltura e della pesca, ma anche dei servizi e del sociale..."

Non sono stati anni facili, ha ricordato Santi nella sua relazione, dalla "batosta" del Covid all'impatto del granchio blu sul mondo della pesca nel Delta.


"Ma le ferite di questi anni duri non hanno risparmiato altri settori: in agricoltura alcune colture sono state completamente abbandonate e colpito duramente è stato anche il settore dei servizi". Tra gli obiettivi di questo nuovo mandato la formazione, la parità di genere e il ricambio generazionale. "Sarà un mandato in cui a livello provinciale dovremo accompagnare un importante mutamento che sta avvenendo nel sociale e nel sanitario: abbiamo compiuto un grande sforzo per la valorizzazione della cooperazione sociale a partire da un giusto riconoscimento economico dei lavoratori.


Ma questo sforzo deve essere ora riconosciuto dalle istituzioni con il passaggio a rette congrue, a tariffe adeguate e ad appalti economicamente appropriati".

Santi ha anche approfondito i singoli settori, partendo da quelli in cui la cooperazione è maggiormente presente: "Nel settore agricolo, se dinanzi alle proteste dei trattori ci troviamo ad un contrastante senso di inadeguatezza e di biasimo per certe forme di contestazione, rimane senz'altro centrale il problema di margini economici, di reddito per i produttori, che tocchiamo con mano nelle nostre coop - ha proseguito -. Rispetto alla pesca la crisi ci porterà senz'altro a rivedere molti aspetti organizzativi anche valutando nuove strade, innovando e diversificando le attività".


Infine la sfida del rinnovamento: "aumentare l'investimento nella promozione di nuove imprese cooperative, anche cogliendo le novità quali quelle nell'ambito delle comunità energetiche rinnovabili o in contesti di crisi aziendali come i workers buyout, le imprese rigenerate dai lavoratori o ancora organizzando le risposte ai rischi di spopolamento nei piccoli paesi con le cooperative di comunità".

L'assemblea ha anche scelto i 13 candidati al consiglio provinciale: Giulia Biolcati, Dario Fabbri e Mary Toso per l'ambito del sociale, Morena Birbini, Fabrizio Furin, Tarcisio Scappin, Carlo Stocco per l'agricoltura, Raffaele Crepaldi, Cristian Farabotin, Paolo Mancin, Sandro Vettorello per la pesca e infine Marco Zese per i servizi.

Eletti anche il collegio sindacali e i delegati all'assemblea regionale e a quella nazionale. 

Tra gli interventi in apertura, quello del vescovo, monsignor Pierantonio Pavanello: "I rapporti con le cooperative della diocesi sono vivi e sono molti i progetti che ci vedono lavorare insieme. E' cruciale affrontare la frammentazione, che sfocia nel localismo e nella incapacità di fare rete, bloccando ogni forma di sviluppo". Il presidente della Provincia, Enrico Ferrarese, ha sottolineato il rapporto proficuo costruito tra l'ente e il mondo della cooperazione: "Purtroppo segnato anche da difficoltà come l'invasione del granchio blu. Ma sono ottimista, perché confido in un buon interlocutore e su quanto è stato fatto insieme". 

Anche il presidente regionale Ugo Campagnaro ha insistito sull'importanza di essere uniti contro la frammentazione: "E' la rottura dei legami che ci impedisce di affrontare i problemi. i problemi del singolo possono essere insuperabili, ma se li condivide con altri ce la può fare".  


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