ROVIGO • Un percorso educativo iniziato tra le pagine di un libro e conclusosi all'interno della Casa Circondariale di Rovigo.
Gli studenti della classe 5^DR dell’Istituto “De Amicis”, accompagnati dalla professoressa Nadia Grigolato, hanno varcato lo scorso 24 aprile la soglia del carcere cittadino per un incontro ravvicinato con una realtà spesso sconosciuta e segnata dal pregiudizio.
Il progetto, intitolato “Incontri Significativi”, ha preso il via nel novembre 2025 con la presentazione del testo “STORIE DI DONNE-voci del carcere”. L’autrice, Rossella Magosso — storica volontaria e socia U.N.I.T.A.L.S.I. — ha guidato i ragazzi in una riflessione profonda sul valore dell’accoglienza e dell’ascolto senza giudizio.
L’incontro si inserisce in una cornice di cooperazione istituzionale senza precedenti per il territorio.
Grazie a un accordo tra il Provveditorato regionale dell'Amministrazione penitenziaria e l'Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, il “De Amicis” ha infatti istituito quest’anno un corso triennale di scuola secondaria di secondo grado (AFM - Amministrazione Finanza e Marketing) all’interno della struttura.
Il corso, che ricalca il modello del serale attivo da anni nella sede di Via Parenzo, conta già 19 studenti iscritti in classe prima nella sezione di Alta Sicurezza. I risultati ottenuti da questi primi alunni stanno superando le più ottimistiche aspettative. Una volta a regime, il triennio potrà accogliere fino a 75 studenti, offrendo ai detenuti una straordinaria opportunità: conseguire un titolo di studio con pieno valore legale e di sicura spendibilità nel mondo del lavoro.
In questo contesto di crescita, gli studenti della 5^DR sono stati accolti dal Direttore, dott. Mattia Arba, e dal Comandante Antonio Zaza hanno dialogato con l’area pedagogica-trattamentale (rappresentata dai dottori Anna Facedola, Pierfrancesco Divolo e dalla psicologa Daiana Bonotti) e con i volontari Rossella Magosso, Bruno De Sero e Lorenzo Innocente.
Il cuore della mattinata è stato il confronto con alcuni detenuti, che hanno condiviso storie e consigli preziosi sul valore della famiglia e della formazione. “Siamo usciti da questo incontro emotivamente coinvolti,” spiega la professoressa Nadia Grigolato. “Abbiamo imparato che si può sbagliare, ma che l'importante è trarre insegnamento dalle esperienze più dure affinché i valori possano prevalere.”
Le riflessioni degli studenti saranno ora raccolte per il giornalino del carcere “Prospettiva Esse”, curato dalla stessa Magosso, confermando il ponte ideale lanciato dal “De Amicis” verso la comunità carceraria per una vera riabilitazione attraverso la cultura.
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