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Opera Prima 2026: per 5 giorni Rovigo torna ad essere la cittadella delle arti sceniche contemporanee

ROVIGO • Opera Prima 2026: Dal 10 al 14 giugno la XXII edizione del Festival Opera Prima attraverserà la città con teatro contemporaneo, arti performative, prime nazionali, incontri, libri, laboratorio critico e concerti.

Il Festival Opera Prima, festival di teatro contemporaneo e arti performative giunge quest’anno alla sua XXII edizione. Un appuntamento che da anni rappresenta per la città un presidio culturale prezioso: non solo una rassegna di spettacoli, ma un progetto capace di portare a Rovigo artisti, compagnie, critici, studiosi, operatori e spettatori provenienti da diverse parti d’Italia e dall’estero, trasformando per alcuni giorni la città in un luogo di incontro, ricerca e confronto sulla scena contemporanea.

Anche quest’anno Opera Prima è sostenuto dal Comune di Rovigo e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo ed è l’unico festival del territorio riconosciuto e sostenuto dal MiC – Ministero della Cultura: un dato che conferma il valore nazionale del progetto e, allo stesso tempo, la sua importanza per il tessuto culturale rodigino.


“Opera Prima nasce e continua a vivere come spazio di attraversamento dei linguaggi della scena” dichiara Massimo Munaro, coordinatore artistico del Festival “Da sempre ci interessa ciò che non è ancora pienamente visibile, ciò che sta nascendo, ciò che rischia di restare ai margini perchè fuori moda. Ma oggi, forse più che mai, sentiamo anche il bisogno di mettere in relazione le generazioni: non per celebrare il passato né per inseguire il nuovo a tutti i costi, ma per creare un luogo in cui esperienze, ferite, linguaggi e desideri possano riconoscersi e interrogare insieme il presente”.

Il festival ha infatti indetto un bando internazionale che ha raccolto 736 candidature da tutto il mondo.

Tra queste sono stati selezionati i lavori di Abrami/Vitali/Coccia, Barbone/Marra, Caldarano/Pivotti e Dora Macripò: proposte molto diverse tra loro, capaci di contaminare il teatro con musica, danza, video e dispositivi performativi, ma accomunate da una riflessione personale e necessaria su alcuni nodi problematici del nostro vivere civile (la situazione in Iran, il senso di pericolo, la memoria).

Accanto a loro, il programma accoglie il palestinese Husam Abed, artista in esilio a Praga, con “War Maker”, meditazione scenica sulla guerra; Compagnia Samovar con “Officina Oceanografica Sentimentale”, piccolo spettacolo per sette spettatori all’interno di una roulotte; Daniela Vitale con “UNTITLED#22 landscape for disappearing angels”, lavoro visionario sulla fotografa Francesca Woodman; e il gruppo rodigino MOMEC, presente con la nuova produzione “Trevirgolacinque”, progetto di teatro partecipativo che debutta in prima nazionale.

Il Teatro del Lemming, gruppo storico della città e realtà tra le più riconosciute della ricerca teatrale italiana, propone due lavori affidati a giovani allievi: “Una sola moltitudine” e “L’Edipo dei Mille”, progetto pedagogico-spettacolare che riprende, a trent’anni dalla creazione, lo spettacolo-manifesto della compagnia, Edipo – Tragedia dei sensi per uno spettatore.

A garantire il confronto generazionale vi saranno poi alcune presenze di grande rilievo della scena contemporanea: i Motus, con il nuovo lavoro “Frankenstein (History of Hate)”; Roberto Latini e Gianluca Misiti, in prima nazionale con “D’ORO – musiche e voci da fortebraccio”, uno spettacolo-unicum pensato apposta per Opera Prima; Qui e Ora Residenza Teatrale, con “Ora felice”; e il coreografo svizzero-statunitense Joshua Monten, che torna al Festival con “Yes/No”, anch’esso in prima nazionale.

 

Opera Prima si conferma così come un festival diffuso, capace di abitare diversi luoghi della città: dal Teatro Studio al Chiostro degli Olivetani, dai Giardini Due Torri a Piazza Annonaria, dalla Gran Guardia a Piazza Garibaldi, fino alla Pescheria Nuova. Una mappa culturale che attraversa Rovigo e ne valorizza spazi, piazze, luoghi teatrali e luoghi di relazione.

 

Ed anche quest’anno Opera Prima non sarà soltanto spettacoli. Tutte le mattine il festival ospiterà il laboratorio critico “Che cavolo guardi?”, guidato dal critico Michele Pascarella: un laboratorio di sguardo aperto a spettatrici e spettatori di tutte le età. Il percorso accompagnerà i partecipanti nella visione degli spettacoli e nella produzione di testi critici che saranno pubblicati online sul sito del Festival.

All’interno del Prefestival, spazio quotidiano di conversazione con gli artisti presenti, troveranno posto anche tre presentazioni editoriali: Andrea Tagliapietra con Il lettore e lo spettatore. Filosofia di due metafore dell’esistenza; Giacomo Fronzi con Performance. Un itinerario filosofico e storico-artistico; Antonello Cassinotti con Artaud e i suoni della crudeltà. Tre incontri che, partendo dall’estetica, interrogano direttamente il nostro modo di stare nel mondo, di attraversarlo e di parteciparvi attivamente.

Ogni sera, dopo gli spettacoli, i Giardini Due Torri ospiteranno il Dopofestival, realizzato in collaborazione con Hops: un momento conviviale e musicale con giovani presenze del territorio e non solo: ad animare le serate vi saranno i polesani Arousal, Funkowl, Zel e Gaiba; mentre la sera di venerdì 12 sarà ospite la musica del duo ceco-palestinese Xadrex.

 

A chiudere la XXII edizione, domenica 14 giugno alle 22 al Chiostro degli Olivetani, sarà il concerto “Emerson Enigma” del pianista francese Thierry Eliez, omaggio libero e visionario a Keith Emerson, fondatore degli Emerson, Lake & Palmer e figura leggendaria del progressive rock inglese.

 

“Dal 10 al 14 giugno” dichiara l’assessore alla Cultura Erika De Luca “Rovigo tornerà ad essere punto di riferimento per il teatro contemporaneo e le arti performative, accogliendo artisti, operatori e pubblico provenienti da contesti diversi. Questo festival è un laboratorio di idee, ricerca e sperimentazione che contribuisce a rafforzare l’identità culturale della città, valorizzando i suoi spazi urbani come luoghi di incontro, confronto e partecipazione anche tra generazioni diverse. Rovigo è pronta ad accogliere questo evento che da oltre 20 anni promuove linguaggi innovativi”

 

Opera Prima continua così a credere che il compito di un festival sia creare spazi di riflessione e condivisione, dove la comunità possa vivere esperienze estetiche innovative, lontane dalle abitudini più facili, ma proprio per questo necessarie, impreviste, capaci di lasciare traccia.

 

 

Informazioni: www.festivaloperaprima.it - [email protected] - 327 3952110


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