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San Bellino Patrono di Rovigo e Festa dei Cani

Il 26 Novembre è San Bellino, il Santo patrono della diocesi di Adria e Rovigo.

Bellino fu ucciso nel 1147 e la leggenda narra che il corpo del santo, sepolto nel fango e nella neve, fosse trovato da un cane. Per questo motivo nel giorno della ricorrenza del santo i cani portano un fiocco rosso legato al collare.

Bellino era vescovo di Padova al tempo delle lotte tra Papa e Imperatore.

Per questi motivi, cui si devono aggiungere le lotte tra Vescovi e monasteri, fu ucciso nel 1147 nei pressi di Fratta Polesine, in un luogo disabitato e paludoso, facile per le imboscate dei briganti.

Egli percorreva questa strada quasi certamente per recarsi alla Vangadizza, il potente monastero dove attualmente sorge Badia Polesine.


Programma

  • ore 17 - Concerto al Tempio della Rotonda in Piazza XX Settembre a cura del Conservatorio di Musica Francesco Venezze
  • ore 16 - Bolzoni Galleria in via Battisti vi aspetta con un simpatico omaggio e fiocco rosso con passeggiata per ritiro premio per il vostro amico a 4 zampe da Galiazzo
  • ore 17.00 - il negozio Ciotoliamo in via Boscolo ti aspetta con il tuo amico a 4 zampe e fiocco rosso per un foto contest
  • ore 19 - Messa al Duomo con il Vescovo Monsignor Pierantonio

Storia e Tradizione

Foto:

Il quadro nella foto si trova nel Salone d'Onore presso palazzo Nodari sede del Comune di Rovigo.

Qui è raffigurato San Ballino con le chiavi della città e San Francesco

Della famiglia padovana dei Bertaldi, compare la prima volta in un documento del 1107 come canonicus presbiter. Erano anni tristi quelli per la Chiesa padovana. Eminente per la santità della vita e l'elevatezza delI'ingegno, Bellino si dedicò totalmente all'attuazione in diocesi della riforma gregoriana. S'adoperò pertanto a recuperare i beni che chiese e monasteri avevano perduto durante la lotta tra Sacerdozio ed Impero, a confermarne giuridicamente il possesso e, ove fosse possibile, ad aggiungerne degli altri Durante il suo episcopato e grazie al suo influsso, la città si awiò alle libere forme municipali.

L'energia mostrata in difesa dei diritti della Chiesa non poté non toccare gli interessi di qualche potente. Nel 1147, probabilmente il 26 novembre, mentre era in viaggio per il monastero di Vangadizza (Badia Polesine), fu trucidato nelle boscaglie di Fratta Polesine da sicari al soldo della famiglia padovana dei Capodivacca.

 

"La storia che ci è stata tramandata racconta che Bellino Vescovo, di ritorno dalla diocesi di Ferrara e passando per la Via Vespara dell’attuale San Bellino, fu aggredito da dei spietati avversari che gli tesero un agguato.

 Ecco il spiegarsi anche perchè al Santo si attribuisce la guarigione dell'idrofobia - la malattia che deriva dal morso di un cane rabbioso-. "

I cittadini di Rovigo all'epoca pretesero di levare il corpo del Santo dalla chiesa di San Martino di Variano per destinarlo nella loro Chiesa principale, dopo che il Vescovo di Adria del tempo aveva espressamente scritto le ragioni per cui fosse giusto trasportarlo nella città, dove sarebbero potutiti accorrere un maggior numero di fedeli e dove si pensava che il corpo avrebbe potuto godere di maggiori privilegi. Al ché replicò il Cavagliere Giovan Battista Guarini, nobile ferrarese che possedeva a San Martino numerosi beni e ribadì che il corpo doveva restare dove l’aveva voluto il Cavaliere e la nobile Giulia Ariosti Guarini che, attraverso le sue cospicue offerte, permise di decorare la cappella maggiore di San Bellino nell’anno 1647 dopo che nel 1640, e precisamente il 25 novembre, in essa erano state trasportate le spoglie del santo martire ad opera del Vescovo di Adria Polo Savio, e collocate in una tomba di marmo alzata su quattro pilastri.

Infine, nel 1774, il Papa Clemente XIII elevò a Basilica la Chiesa di San Bellino il quale stabilì che il 26 Novembre sarebbe stato festeggiato il Santo Patrono del Paese, in coincidenza dello stesso giorno dell’anniversario della sua morte.